Tassa di transito in Svizzera, arriva il secondo ok. «Ma la strada è ancora lunga»
Novità Sarà destinata agli stranieri che vanno da confine a confine, lasciando solo i 40 franchi della vignetta autostradale
Il Consiglio nazionale, la “Camera bassa” del Parlamento svizzero, ha dunque approvato dopo il Consiglio degli Stati la tassa di transito, destinata a quegli automobilisti stranieri che attraverso la Svizzera «da confine a confine» lasciando in dote solo i 40 franchi della “vignetta” autostradale. Se da un lato il senatore ticinese Marco Chiesa (Udc) ha respinto al mittente le critiche mosse da Bruxelles dopo il voto del Consiglio nazionale, dall’altro la Lega dei Ticinesi ieri ha cannoneggiato attraverso la casa di risonanza del “Mattino della Domenica” sulla necessità di procedere con solerzia alla riscossione di questo (nuovo) pedaggio. “Fuori le palanche!” il titolo a tutta pagina del “Mattino della Domenica” con il consigliere nazionale Lorenzo Quadri che ha spiegato come «la tassa di transito prevede la riscossione dei pedaggi ai confini nazionali». «Siamo solo all’inizio», la sottolineatura di Lorenzo Quadri. Questo perché toccherà ora al Governo di Berna concretizzare il provvedimento che dovrà tenere conto anche dei rapporti in essere tra il Governo europeo e quello svizzero, con il rinnovo dei “bilaterali III” in pieno corso. Bilaterali che valgono 3,5 miliardi di franchi per giorno lavorativo.
Confronto
Il tema di fondo è che Berna dovrà confrontarsi con i Paesi confinanti, quantomeno per una questione di stile. L’altro argomento in essere è legato alla riscossione del balzello. Questo perché con la “vignetta” in essere, come potrà essere calcolata la tassa di transito? Di certo il segnale politico è arrivato forte e chiaro, con la mozione del senatore ticinese in quota Udc che ha ottenuto in entrambi i rami del Parlamento un consenso quasi bulgaro. Nonostante l’imprimatur del Parlamento, il cammino della tassa di transito è tutt’altro che agevole. Bruxelles ha già fatto notare che qualora il provvedimento dovesse trovare concretizzazione, non sono escluse prese di posizione forti da parte del Governo europeo. «La tassa di transito non viola alcun accordo con l’Unione europea - la sottolineatura di Lorenzo Quadri -. Non vedo perché avrebbe dovuto consultare l’Europa rispetto ad una decisione che è tutta nostra». Peraltro l’ultimo step, in caso di parere favorevole del Governo di Berna, sarebbe poi rappresentato dal voto popolare.
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