Tasse evase e servizi: «Un unico archivio
per tutti i debitori»

Le nostre tasche L’obiettivo di Rapinese è arrivare a un database con le informazioni del contribuente. E su pre e dopo scuola e mensa: «Si farà come per i nidi»

Il sindaco Alessandro Rapinese rilancia sul tema delle tasse non pagate e dei servizi, dopo averne parlato martedì sera in diretta nazionale durante la trasmissione di La7 “In Onda”.

«Lo scopo finale - spiega il primo cittadino - è quello di arrivare, nel lungo periodo, all’archivio unico dei debitori, a cui sta lavorando l’assessore Doria. In pratica attraverso il codice fiscale o la partita Iva la situazione singola del contribuente sarà tracciabile per quanto riguarda i debiti nei 17 settori in cui si articola l’amministrazione comunale. Questo vuol dire che prima di ogni interazione si farà una verifica sulla situazione debitoria».

Non solo i privati

Rapinese fa l’esempio anche delle «associazioni sportive o culturali che sono destinatarie di contributi comunali. Prima dell’erogazione si verifica che non abbiano pendenze, altrimenti la procedura viene bloccata fino a quando la posizione non viene sanata». In pratica una sorta di grande database che comprende tutto: dai contributi ad associazioni e società alla Tari, dall’Imu alle case di edilizia residenziale pubblica.

Per alcuni servizi attualmente è già prevista la necessità di essere in regola con i pagamenti. Ad esempio per l’iscrizione ai nidi, cosa che ha portato diverse famiglie a ricevere una lettera con la quale veniva loro spiegato che se non si fossero messe in regola non avrebbero potuto perfezionare l’iscrizione. Su questo Rapinese in tv ha dichiarato che l’80% si è già messa in regola, mentre il 20% rimanente ha concordato piani di rientro.

Il regolamento

Il regolamento prevede infatti che «per accedere al servizio (bambini nuovi iscritti e già frequentanti) è richiesta l’assenza di morosità pregressa del nucleo familiare nei confronti del Comune di Como». E l’amministrazione aveva anche chiarito che il concetto di morosità va inteso a largo raggio, quindi qualsiasi servizio erogato dal Comune. È lo stesso sistema che, ad esempio, ma va sottolineato che si tratta di servizi molto diversi tra loro, viene utilizzato per la possibilità di occupare il suolo pubblico con i tavolini. Anche in quel caso se non si è in regola con i pagamenti non si può usufruire dello spazio.

Per quanto riguarda i servizi scolastici (mensa, pre scuola e dopo scuola) è in vigore il regolamento modificato per l’ultima volta nel 2018 nel quale sono previste penalizzazioni nella graduatoria di ammissione al servizio (qualora le richieste siano superiori ai posti disponibili) per i casi di morosità (vengono tolti 50 punti) e morosità continuata (i punti tolti sono 100).

Fra l’altro nel regolamento è espressamente previsto che «eventuali ripetute inosservanze nel rispetto degli orari o del presente regolamento o il ripetuto mancato pagamento dei contributi tariffari dovuti comporteranno l’esclusione dalla fruizione dei servizi stessi, fermo restando il recupero, anche coattivo, delle somme non corrisposte, maggiorate di interessi e spese».

Le maglie si stringono

Su questo, però, le maglie potrebbero presto diventare più strette. Il sindaco dice infatti: «Trovo le norme attuali per i servizi scolastici troppo tolleranti e appena avremo tempo uniformeremo il regolamento a quello dei nidi».

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