Taxi boat contro i vigili: «Valutiamo la denuncia»

Il caso Accusato di resistenza a pubblico ufficiale, studia le contromosse. L’avvocato del capitano: «Il mio cliente non ha fatto nulla di illegale»

Il caso del capitano di una barca taxi boat molto noto a Como è destinato a spostarsi nelle aule di tribunale. Nonostante l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale e oltraggio, il capitano sarebbe pronto a presentare una denuncia formale per far luce sull’operato delle forze l’ordine durante il concitato controllo avvenuto sul molo.

L’avvocato Claudia Guzzo, legale del capitano, ha delineato una strategia d’attacco molto chiara: «Sostanzialmente il mio cliente ritiene di non aver commesso nessun illecito, né amministrativo né di altro tipo. Proprio per questo, adesso pensavamo di far accertare quello che è successo veramente e quindi stiamo valutando di depositare una denuncia»

La ricostruzione dello scontro

L’episodio ha avuto origine durante un controllo di routine il primo maggio. Secondo quanto ricostruito, gli agenti della polizia locale in borghese si sono avvicinati al capitano chiedendogli i documenti. Gli agenti hanno accusato l’uomo di svolgere attività di vendita di servizi di taxi boat ai turisti. Sembra che il capitano abbia prima consegnato i documenti per poi riprenderseli, da lì è nata un’accesa alterazione verbale: gli agenti avrebbero atterrato l’uomo davanti ai passanti, per poi procedere ad ammanettarlo e a portarlo in Questura. Nonostante lo shock, secondo i colleghi, il capitano nel pomeriggio è tornato subito al lavoro perché aveva dei clienti già prenotati.

La linea della difesa

«Lui mi ha raccontato come sono andati i fatti e io devo difenderlo perché il mio cliente adesso è indagato - spiega l’avvocato Guzzo con fermezza -. Devo far accertare quello che è veramente successo, quindi lo difenderò e se poi la Procura della Repubblica, da quello che noi racconteremo, riterrà che ci sono gli estremi di reato, si procederà. Lui mi ha detto chiaramente di non aver fatto nulla di illegale, né dal punto di vista amministrativo né dal punto di vista penale».

Sull’ipotesi di una denuncia per aggressione, il legale rilancia sulla condotta degli agenti: «No, non per aggressione, perché non è stato aggredito in realtà da quello che mi risulta. Ma il punto è che devo raccontare i fatti alla Procura. Al momento l’ho sentito solo per telefono ed era preoccupato. Lo incontrerò, mi racconterà bene tutto e poi io riferirò ai magistrati».

L’avvocato Guzzo sottolinea come la situazione sia paradossale per un lavoratore: «Lui è il primo cliente taxi boat che seguo, mi ha chiamato perché sono il suo solito avvocato. Adesso è un atto fatto dalla polizia municipale in veste di polizia giudiziaria. Potrebbe succedere che il procedimento, una volta che arriva sul tavolo del pubblico ministero, venga archiviato oppure che invece vengano fatte altre indagini e venga sentito. Ma sono veramente molto lunghe queste cose».

Un iter lungo e delicato

I tempi della giustizia preoccupano il legale tanto quanto l’accusa: «Stiamo parlando di tempi estremamente lunghi, potrebbe passare anche un anno. Immagino che la Procura abbia questioni molto più importanti che non questa. Tuttavia, il cliente potrebbe risentirne non solo a livello psicologico ma anche lavorativo: è una situazione delicata e l’affronteremo passo dopo passo».

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