Teatro di Rebbio ancora in attesa. E dal Comune niente sopralluogo

Il contenzioso La sentenza stabilirà se la chiusura di inizio 2025 aveva fondamento

Il teatro di Rebbio attende la sentenza definitiva dal Consiglio di Stato, ma intanto la sala senza il sopralluogo del Comune non riapre.

Ieri si è tenuta l’udienza per il Teatro Nuovo, ma per sapere la decisione finale dei giudici bisognerà aspettare circa venti, anche trenta giorni, questi in genere i tempi tecnici. Al consiglio spetta il compito di stabilire se l’ordinanza di chiusura imposta dal Comune più di un anno fa aveva tutti i presupposti o se invece non aveva fondamento. Nel frattempo però tutti i lavori chiesti per la messa a norma della sala, vuota da inizio 2025, sono stati conclusi, la documentazione è pronta e per ricevere il benestare dalla commissione di sicurezza basterebbe un sopralluogo da parte dei responsabili di Palazzo Cernezzi. Più volte però i controlli attesi a Rebbio sono saltati, senza una motivazione.

«Ci sono i presupposti per riaprire»

«In due occasioni il Comune ha rinviato i sopralluoghi – dice l’avvocato Vincenzo Latorraca che da mesi sta seguendo la parrocchia di Rebbio – in attesa della sentenza ritengo che vi siano tutti i presupposti per riaprire il teatro, in quanto risultano depositate tutte le integrazioni richieste, ottenute le deroghe previste ed eseguiti tutti gli adempimenti ritenuti necessari».

Palazzo Cernezzi «non ha convocato la commissione di vigilanza e ha sospeso, senza motivazioni, il sopralluogo. Ulteriori richieste istruttorie, tutte ottemperate, sono state rivolte alla parrocchia per il vicino oratorio, ma questo è un altro immobile e non ha nulla a che vedere con il teatro». Una nuova pratica che rischia di allungare i tempi di riapertura del teatro senza motivo. Secondo la parrocchia i procedimenti sono distinti e appesantiscono le imposizioni relative al teatro che, senza riaprire il palco, non ottiene incassi e vede anzi allungarsi l’elenco delle spese.

Reazioni

I vigili del fuoco - ribadiscono dal teatro - all’inizio del 2025 avevano sì chiesto degli adeguamenti agli impianti, senza però disporre una chiusura completa. In questi mesi diverse compagnie e associazioni benefiche si sono dovute rivolgere altrove per eventi e spettacoli.

All’indomani della ordinanza comunale, chiuse le porte del teatro, a Rebbio si era mossa tutta la comunità, con una grande dimostrazione di generosità e affetto. Tramite la Fondazione Comasca in pochi giorni la raccolta fondi per finanziare gli adeguamenti alla sala ha superato la quota fissata, 80mila euro. Cittadini, residenti, simpatizzanti, associazioni e aziende hanno versato in una manciata di giorni oltre 100mila euro, più del necessario. Segno che il Teatro Nuovo ha una valenza non solo per chi abita a Rebbio e dintorni.

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