Teatro Sociale, il foyer si tinge di verde. Rinnovate anche boiserie e luci
In corso A fine luglio è iniziato il delicato cantiere per il restauro del “salotto” del teatro
Lettura 1 min.La sera della prima, gli spettatori del Teatro Sociale avranno una sorpresa ancor prima di sedersi in sala.
Perchè in queste settimane, approfittando della chiusura, il foyer sta cambiando pelle. Un intervento desiderato da tanto, e sostenuto dalla Società palchettisti insieme al contributo di Fondazione Comasca. Lo racconta Claudio Bocchietti, presidente, circondato dagli operai al lavoro: «Era dal 1980 che il foyer rimaneva fermo e ammalorato, quindi abbiamo deciso di intervenire per rifare il pavimento, le pareti, il soffitto, le luci, le porte e tutte le componenti lignee».
Insomma, un lavoro dalla testa ai piedi, importante tanto quanto il ruolo che ricopre questo luogo per chi lo attraversa: «Il foyer è un luogo di ritrovo, dove gli spettatori si incontrano prima di entrare nel teatro, è un luogo di piacere, di festa, quindi abbiamo cercato di donargli più luce possibile, cambiando l’impostazione che era stata pensata negli anni ’80, concentrata su questo rosa pallido».
Sorpresa
Ed è qui la sorpresa più grande: a settembre i comaschi si troveranno circondati da un foyer sui toni del verde, perchè «è il colore originario ottocentesco del teatro - svela Bocchietti -, non a caso quando abbiamo iniziato a grattare la vernice dalle pareti, abbiamo trovato proprio questo verde e, in piccole parti, un marmorino che purtroppo non siamo riusciti a ripristinare».
Ma la bellezza di una stanza, piccola o grande che sia, sta anche nei suoi dettagli: «Abbiamo ritoccato tutta la boiserie e le decorazioni che ci sono sulle pareti, abbiamo ripristinato il colore oro». In qualità di presidente della Società palchettisti, ma ancor di più come amante del teatro, Bocchietti è forse tra coloro che più hanno trascorso del tempo nel foyer del Sociale. Aver avviato questo intervento di restyling «mi fa molto piacere - racconta - perché era un ambiente che nel complesso ritenevo bello, ma poi se guardavo bene si notavano crepe nel pavimento, sui muri...gli anni si facevano sentire».
«Segno di vitalità»
E così, nell’ultima settimana di luglio, porte aperte ai professionisti che tuttora si trovano in questo luogo magico per restituirgli lo splendore che merita. «Credo sia anche un segno di slancio, di vitalità - continua il presidente -. Si è creata una convergenza di uomini, mezzi, decisioni prese insieme ad Aslico e all’architetto Maria Mimmo della soprintendenza, che ha condiviso con noi le scelte estetiche. E il lavoro è stato fatto in pochissimo tempo rispetto alla mole di cose che bisognava fare. Quindi, nonostante si trattasse di un cantiere complicato, sono estremamente contento di poter rimettere a nuovo un punto di attenzione e di confluenza della città».
Bocchietti prevede la conclusione del restyling per il 24 settembre, data della prima, in cui il Teatro Sociale aprirà la stagione 2026/2027 portando in scena Turandot. «In occasione di quella serata, gli spettatori potranno vedere il nuovo foyer, aperto, luminoso e accogliente». Insomma, il giudizio finale, Bocchietti e gli altri affezionati, lo daranno «quando sarà tutto verniciato».
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