Tensione tra i negozianti in vista di sabato: «Pronti a chiudere tutto»
Gli “obiettivi” Da Unieuro piano in caso di violenze. Snipes blinda le vetrine. Ma Ciceri (Confcommercio): «Siamo sereni, rassicurati dalla Polizia»
Lettura 2 min.Da domenica scorsa, con la divulgazione delle prime chat che alludevano a possibili scorribande organizzate da giovanissimi intenzionati a “spaccare tutto” e a prendere di mira i negozi del centro, la giornata di sabato 24 ottobre continua a essere al centro dell’attenzione. Nell’aria continua a permanere un senso di incertezza e inquietudine, specialmente tra alcuni commercianti, tra i quali la paura che a Como si possa riprodurre quanto successo a Milano è molto viva.
Nelle chat circolate online figuravano infatti anche i nomi di grandi firme e brand di lusso come Emporio Armani, Rolex, Foot Locker, Snipes e Sephora, benché non fosse esclusa la possibilità di una distruzione indiscriminata dei negozi del centro.
I negozianti non hanno ancora le idee chiare su come procedere ma sono in stato di pre-allarme. Da Emporio Armani, ad esempio, la decisione è ancora in fase di elaborazione ai vertici, mentre da Snipes sembra certo soltanto l’intervento dell’ufficio tecnico per proteggere le vetrine venerdì sera. Al momento, quindi, non è stata rilasciata alcuna notizia di chiusura.
Ben più netta, invece, la posizione assunta da Mirko Sant’Ambrogio, direttore del punto vendita Unieuro in viale Lecco, che ha già predisposto misure di precauzione. «Penso e spero che non succeda nulla e che le forze dell’ordine facciano prevenzione e fermino queste barbarie. Se invece il corteo dovesse passare da qui, l’unica cosa che ci rimane da fare è blindare i vetri e chiudere il negozio con dipendenti e clienti all’interno per metterli in sicurezza. Una volta passata l’onda dei barbari, riaprirò l’attività».
È invece ancora incerto l’approccio alla vicenda da parte del personale della storica boutique d’abbigliamento maschile Diana, affacciata all’angolo su piazza Duomo: «Non so cosa faremo di preciso sabato. Blindare non è una nostra decisione, al massimo possiamo chiudere a chiave il negozio, però anche in quel caso non cambierebbe molto: se vogliono sfondarti il negozio, riescono comunque a farlo, basta vedere Milano. Ci auguriamo che le forze dell’ordine continuino a monitorare la piazza come oggi e che riescano a mantenere l’ordine, perché altrimenti le conseguenze sarebbero molto importanti non solo sul piano economico, ma anche su quello dell’immagine. In ogni caso, la speranza più grande è che sia tutto un falso allarme».
Che si tratti proprio di un inutile e dannoso allarmismo, nonché dell’ennesimo polverone sollevato dal nulla è l’opinione del presidente di Confcommercio Como Giovanni Ciceri: «Noi siamo molto sereni. Abbiamo sentito le forze dell’ordine e chi ne è responsabile e ci hanno chiesto di trasmettere tranquillità e non fomentare altri attacchi di panico. Molti sono stati messi in tensione e lo sono ancora a causa dei continui allarmismi, quando invece ci sarebbero potuti essere gli spazi, i modi e le organizzazioni per gestire questa situazione nel modo più sereno possibile».
La fiducia, quindi, va tutta alle autorità deputate affinché tengano monitorata la situazione: «Mi sembra tutto precostituito - continua Ciceri -, una grande fake news. Ieri, per esempio, a Erba si è diffuso il panico perché avevano detto che c’erano dei ragazzi camuffati. Nel complesso, avendo ricevuto assicurazioni da parte delle autorità competenti, il nostro dovere come Confcommercio è quello di rassicurare i negozianti, altrimenti precipitiamo tutti in una sorta di ansia collettiva non diversa da quella del Covid».
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