Tombe e transenne: viaggio dentro il Cimitero Monumentale
La situazione Degrado e incuria aumentano man mano che ci si allontana dall’ingresso, verso l’edificio più alto.Tantissimi i promemoria delle concessioni scadute
Lettura 2 min.Sotto il sole del mezzogiorno, il silenzio è interrotto solo dal suono dei treni che scorrono. Siamo al Cimitero Monumentale, ultima tappa del viaggio nei cimiteri del comune di Como.
Una tappa che, fin dal cancello d’entrata, ha un aspetto ben diverso dagli altri camposanti di periferia. Sarà che, con i suoi oltre 19mila defunti, è anche il più frequentato. Ed è l’unico in cui compaiono degli operai comunali, con cazzuola e secchio, o a bordo di un furgone. In effetti il Cimitero Monumentale è pieno di transenne, ponteggi, new jersey in plastica rossa, assi di legno e reti arancioni. Appena entrati, a sinistra, alcuni archi del corridoio sono sostenuti da strutture in legno, più in là, nel collegamento tra un campo e l’altro, c’è un ponteggio.
In più punti, sia al piano terra che in quello sotterraneo, sono posizionate transenne a fisarmonica o a rete. Non è chiaro il motivo, nè da quanto quei materiali da cantiere si trovino lì: a testimoniare il tempo che passa sono soltanto i veli di ragnatele, che avvolgono anche numerosi lumini. Allacciati con un cordino, tanti, tantissimi biglietti del Comune, che ricordano la scadenza delle concessioni. Nonostante la plastificatura, alcuni si sono disintegrati dopo settimane e mesi sotto il cielo comasco.
Al Monumentale, come nei cimiteri di periferia, il decoro dipende in parte dai privati, cioè dalle famiglie che hanno o meno la possibilità di mantenere tombe e colombari. Un mazzo di fiori marciti o un nome con delle lettere mancanti non dipendono dall’amministrazione, un’infiltrazione che annerisce una parete di colombari sì. Così come un rubinetto privato del pomello, fili elettrici esposti o la pavimentazione che si stacca. Oppure, ancora, un magazzino improvvisato sotto una parete di loculi, con decine di lastre datate ai primi del Novecento accatastate in fila. La vegetazione, tasto dolente dei cimiteri periferici, è sotto controllo: sono pochi e timidi i ciuffi d’erba che spuntano dalla ghiaia. L’ultimo intervento di diserbo chimico, in effetti, è stato nella seconda settimana di agosto. Fanno eccezione dei rampicanti che sbordano dal muro perimetrale della zona Sud.
Si prosegue nel corridoio sotto i binari, verso il forno crematorio, che è ancora chiuso: la manutenzione dovrebbe essere completata per ottobre. Arrivati fin qui, è impossibile non notarlo: via via che si sale verso l’ultimo corpo del cimitero, o si scende nelle aree sotterranee, la situazione peggiora. Vale per il verde, ma anche per l’ammaloramento degli edifici, che hanno scrostature, crepe, annerimenti e reticoli metallici a vista, poiché il muro si è sgretolato.
Appare così la città dei morti, dentro una città che, tra poche settimane, si riverserà al di là del grosso cancello nel giorno della commemorazione dei defunti.
La mozione: «Al cimitero furti e degrado ma al sindaco non interessa»
Il Consiglio comunale, lunedì sera, ha discusso la mozione presentata dal consigliere Vittorio Nessi (Svolta Civica) in merito alla sicurezza alla videosorveglianza presso il Cimitero Monumentale. «Questa mozione ha un aggiornamento doloroso - ha esordito Nessi -. Quando l’ho presentata mi erano stati sottratti cinque vasi. Domenica ho scoperto che altri due sono stati rubati dalla tomba di mia moglie: sono diventati sette. Il responsabile del cimitero mi ha confermato che la situazione è disastrosa e che le telecamere ci sono solo all’entrata». Da qui la richiesta alla giunta di coprire i varchi di accesso con la videosorveglianza, intensificare i controlli e monitorare i furti. Gelo, tuttavia, dalla risposta dal sindaco Alessandro Rapinese. «Il tema della sicurezza ci è molto caro - ha replicato -. Abbiamo però priorità stringenti legate ad ambienti maggiormente vissuti ed esposti a rischi più elevati». Dura la contro-replica di Nessi di fronte al disinteresse dell’amministrazione: «Parlare di “problemi vissuti”. Ero convinto che su questo il sindaco potesse prendere una decisione diversa. Tutti abbiamo dei morti al cimitero, tutti conosciamo le regole della pietà. Nel vostro programma parlate di decoro e sicurezza con “telecamere a go-go” e lotta alla microcriminalità. Il furto di fiori ne fa parte: il sindaco si rende latitante di fronte alle segnalazioni. Non so con quale faccia torniate a casa, guardiate i vostri figli, i vostri genitori e anche me, che porto i fiori al cimitero».
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