Torna a Como il traguardo del Lombardia

Eventi Ieri il sopralluogo di Rcs in PIazza Cavour e lungo il resto del percorso per organizzare l’edizione numero 120. Allo studio alcune modifiche, tra cui i passaggi in Valfresca e a Civiglio, con la strada finalmente libera dal cantiere

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Forse possiamo tirare un sospiro di sollievo. Il Giro di Lombardia di ciclismo, dopo aver rischiato di prendere altre strade, ha messo di nuovo sul suo navigatore le strade che portano a Como. E non è banale, visto che quella del prossimo ottobre sarà l’edizione numero 120 della corsa, e sarebbe stato un peccato festeggiarla lontano dalla location che più di ogni altra ha caratterizzato gli arrivi degli ultimi ventanni.

Una visita che riporta il sereno

Il sopralluogo di ieri a mezzogiorno, effettuato dagli uomini di Rcs (tra cui Stefano Allocchio), esponenti del Comune di Como e organizzatori locali di CentoCantù, riporta il sereno ed è quasi una sentenza: si lavora all’arrivo a Como della edizione 2026, confermando l’alternanza con Bergamo tra partenze e arrivi. Stavolta tocca a Como. La possibilità che potesse cambiare qualcosa stava un po’ nel cambio di timone in Rcs (via Mauro Vegni, che ha diretto le operazioni per decenni) un po’ nelle modifiche al, per così dire, tariffario per potere avere la corsa. Ma le cose, dopo la freddezza di qualche mese fa, adesso proseguono bene. E si portano dietro, per giunta anche delle novità. Allo studio ci sarebbe un doppio passaggio sul Civiglio e un doppio passaggio sulla San Fermo. Una cosa simile a quello che è successo nella corsa del 2022, quando i corridori affrontarono una prima volta la Valfresca, poi andarono a fare la Civiglio, e poi di nuovo la Valfresca con un doppio passaggio in città che aumentò molto lo spettacolo.

Allora il sindaco Rapinese, con una battuta (mica tanto), disse che sarebbe stato pronto a far passare la corsa anche tre volte in città, con un circuito che avrebbe moltiplicato lo spettacolo per gli spettatori. In realtà nell’edizione del 2024 si tornò al singolo passaggio (e arrivo in viale Cavallotti per esondazione come successo anche nel 1975, e successo di De Vlaeminck). Adesso si potrebbe tornare a parlarne. Ieri Allocchio si è arrampicato sulla salita di Civiglio per verificare lo stato delle cose nella zona della frana. C’è un arco che sorregge la gru che lavora in zona e che dovrebbe essere spostato prima della corsa. Ma in ogni caso il passaggio è più largo della strettoia in paese. Potrebbe non essere un problema.

Appuntamenti collaterali

Nel frattempo si sta lavorando anche all’esigenza di trasformare questo evento ancora più in un... evento. Il modello è quello degli avvenimenti iconici sportivi di massimo livello che accadono in varie città (ad esempio l’arrivo del Tour a Parigi, il Gp di Montecarlo): l’obiettivo è abbellire il contorno e magari creare appuntamenti collaterali che sostengano la manifestazione.

C’è l’idea, in virtù dell’edizione dei 120 anni, di allestire una mostra come era successo per Casartelli, in centro città. Si cerca la location, S. Pietro in Atrio sarebbe proponibile. Una carellata di cimeli e immagini della corsa. Certo invece che il quartier generale dell’organizzazione e della sala stampa sarà ancora al palazzo della Finanza in piazza del Popolo di fronte al Duomo.

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