Tram elettrico senza rotaie: l’idea di Butti per Como
Innovazione Studio di fattibilità nell’ambito delle celebrazioni voltiane. Il sottosegretario: «Mobilità sfida centrale per il sviluppo del territorio»
Lettura 1 min.Un servizio pubblico di trackless tram, ovvero tram elettrici senza binari, per collegare i principali punti strategici della città.
L’idea è stata annunciata dal senatore Alessio Butti, sottosegretario di Stato alla Presidenza del consiglio dei ministri con delega all’innovazione tecnologica e transizione digitale, lunedì nel corso del convegno dedicato alla mobilità sostenibile organizzato da Aci Como e ComoNext.
«Nel programma delle Celebrazioni Voltiane, il Comitato nazionale ha inserito la realizzazione di uno studio di inquadramento tecnico-economico per un progetto di mobilità elettrica sostenibile a Como – spiega Butti -. Tema importante sia per i cittadini sia per i turisti, perché la mobilità rappresenta una delle sfide centrali per il futuro del territorio. Riteniamo che sia necessario iniziare a ragionare su soluzioni innovative e sostenibili, capaci di rispondere alle esigenze della città e di migliorare la qualità della mobilità urbana».
I trackless tram possono garantire costi infrastrutturali inferiori rispetto a un tram tradizionale e offrire una maggiore flessibilità nell’eventuale sviluppo della rete. «Non stiamo parlando di un progetto definitivo. Siamo ancora nella fase di un’idea affascinante che necessita di approfondimenti tecnici, valutazioni e condivisione con i gestori del trasporto pubblico, con gli operatori del settore e con tutti gli enti locali coinvolti».
Una prima idea potrebbe prevedere un percorso che colleghi la stazione ferroviaria di Como San Giovanni, il duomo, il lungolago, l’hangar e un grande parcheggio collocato al di fuori del centro urbano. «Particolarmente significativa sarebbe la connessione tra le stazioni di Fnm e il lungolago, perché consentirebbe di creare un nodo intermodale strategico nel quale ferrovia, navigazione e mobilità urbana possano dialogare in modo integrato e fluido, migliorando l’accessibilità per tutti».
In merito alle tempistiche la fase progettuale iniziale, con la predisposizione dello studio preliminare di inquadramento tecnico-economico, sarà presentata nell’ambito delle celebrazioni voltiane previste nel 2027. «Un’eventuale realizzazione dell’opera resterebbe subordinata al reperimento delle risorse, soprattutto europee, necessarie. Una volta individuati i finanziamenti, i tempi di attuazione potrebbero essere stimati in due o tre anni».
I costi? «Importanti, ma non impossibili. Quando si immagina un’infrastruttura di questa portata, bisogna guardare alla prospettiva complessiva di riduzione di costi futuri e agli obiettivi che si intendono raggiungere. Una singola vettura avrebbe un valore di circa 2milioni di euro, mentre la realizzazione della rete richiederebbe un investimento stimato intorno ai 5milioni di euro per chilometro».
«Vogliamo provare a immaginare una Como più moderna, accessibile e sostenibile, costruendo un percorso che nasca dal confronto e da una visione condivisa. Anche la prima giunta del sindaco Alberto Botta, di cui ero vice - conclude Butti -, valutò un progetto simile per il quale però la tecnologia non era matura e quindi i costi sarebbero stati troppo elevati per un intervento peraltro invasivo. Ora è diverso».
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