(Foto di ARCHIVIO)
L’intervista Il prefetto Corrado Conforto Galli: «Lavoriamo su soluzioni concrete e praticabili. Sul territorio ottima collaborazione tra le istituzioni»
Lettura 4 min.«La situazione è oggettivamente molto complessa e capisco chi vive e lavora lungo il lago: i disagi sono enormi. Eppure io tendo sempre a vedere il lato positivo e a lavorare per ridurre i problemi».
«Ci sono stati numerosi rinvii, come è noto, a causa di un contenzioso tra l’appaltatore e la ditta che deve realizzare i lavori; il tempo è stato perso, è inutile negarlo, ma fino a pochi giorni fa c’era il rischio di un mancato accordo, con conseguenti ricorsi ed un ritardo ulteriore difficilmente quantificabile. Adesso invece l’intesa c’è e, a questo punto, è nell’interesse dell’azienda finire il prima possibile. C’è una certezza dei tempi e c’è un impegno preciso del ministero dei Trasporti per reperire le risorse, perchè nel frattempo i costi sono aumentati. Entro settembre i lavori saranno quindi a pieno regime e sono fiducioso per quanto riguarda il rispetto della data indicata. Ecco il lato positivo: una risoluzione contrattuale, che era possibile se non probabile fino a poco tempo fa, avrebbe rappresentato un disastro per quest’opera pubblica così rilevante. Ora dobbiamo continuare a lavorare, come abbiamo fatto finora, per ridurre i disagi di chi ogni giorno percorre quella strada».
«Dobbiamo tenere conto della struttura del territorio, delle diverse esigenze che sono presenti e dell’incremento costante dei visitatori. Del resto parliamo di uno dei luoghi più belli del mondo. Inoltre, proprio l’intensificarsi dei lavori per la realizzazione della variante comporterà un ulteriore aumento del traffico veicolare: ci saranno più maestranze, più trasporto di materiale e più mezzi di cantiere. Occorre quindi trovare soluzioni concrete e praticabili e su quelle stiamo ragionando. Non trovo corretto ridicolizzare gli interventi finora attuati: sono piccoli e non risolutivi, certamente, ma contribuiscono a ridurre i disagi. Penso agli allargamenti della carreggiata dove è possibile: non sono soldi buttati perché resteranno anche dopo, quando ci sarà la galleria e saranno comunque utili perché moltissime persone continueranno ad utilizzare la strada a lago. Penso al ricorso ai movieri, all’arretramento di alcune lanterne semaforiche. Penso inoltre a tutte le attività di controllo e di prevenzione: sono stati anticipati tutti i servizi straordinari, in precedenza realizzati solo d’estate; e poi, a Sala Comacina, sarà introdotto il distaccamento permanente della Polizia stradale. C’è quindi un impegno forte per esercitare un controllo. Non ci sono altri territori della provincia che sono così seguiti, posso garantirlo. Inoltre posso dire che stiamo studiando anche altri interventi, introducendo ulteriori limitazioni rispetto a quelle già presenti. Sono palliativi, mi rendo conto, ma il nostro compito è quello di rendere i problemi più contenuti in questi anni di lavori».
«Io penso che sia meglio avere questi problemi, piuttosto che non averli. Ci sono chiaramente dei disagi, ma è una buona notizia se il brand “lago di Como” viene sempre più conosciuto e apprezzato all’estero. Per affrontare i singoli problemi, come nel caso della Tremezzina, occorre un dialogo tra le istituzioni, cercando di trovare soluzioni che tengano conto di tutte le differenti esigenze. E poi servono regole certe: stiamo quindi invitando i Comuni a prevedere regolamentazioni chiare e il più possibile omogenee. Penso ad esempio al trasporto lacuale: l’afflusso attuale era inimmaginabile solo dieci anni fa; va chiaramente gestito con regolamenti; in parte è stato fatto e in parte attendiamo ulteriori interventi».
«Indubbiamente ci sarà uno sforzo aggiuntivo, ma sono sereno perché abbiamo già gestito molto bene due stagioni nella massima serie calcistica nazionale. L’approdo in Europa consente ulteriore visibilità per la città e penso che i benefici possano essere superiori ai disagi. Intanto l’adeguamento dello stadio procede molto bene, i rapporti con la società sono ottimi e questo è importante. In generale questo è il metodo che cerco di seguire in ogni settore: lavorare insieme ai differenti attori, cercare soluzioni condivise, ascoltare tutti e remare poi in un’unica direzione».
«Assolutamente sì, qui a Como c’è convergenza e volontà di lavorare insieme. Del resto, se si agisce come monadi, non si va da nessuna parte. Me lo hanno confermato anche le esperienze fatte in altri territori».
«Come avevo già fatto a Cremona, anche a Como ho iniziato a riunire in forma itinerante il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica: questo permette di creare solide relazioni in primo luogo con i sindaci e poi con gli altri attori presenti sul territorio. Si tratta del modo migliore per attuare la prevenzione, ossia il faro che ci guida. L’attività repressiva, infatti, è importante, ma il nostro lavoro deve essere orientato anche a prevenire».
«In realtà i dati non dicono questo, ma noi dobbiamo dare risposte concrete anche alla percezione di insicurezza, che è legittima al di là dei numeri e delle statistiche. La situazione di Como presenta in effetti alcune criticità, magari poco note, date ad esempio dalla presenza della frontiera e dalla vicinanza all’area metropolitana milanese. Sicuramente ci sono alcuni fenomeni che preoccupano: penso in particolare a episodi di devianza giovanile, alla criminalità organizzata e alle truffe o frodi. Per quanto riguarda i giovani, non ci sono baby gang organizzate e strutturate, ma il problema va comunque affrontato, ovviamente non solo a livello repressivo ma anche coinvolgendo i differenti attori formativi, a partire dalle famiglie e dalle scuole. Il crimine organizzato rappresenta invece una realtà purtroppo presente in tutto il nord Italia: anche in questo caso possiamo lavorare sulla prevenzione, ad esempio con lo strumento dell’interdittiva antimafia, che può funzionare anche a prescindere dall’effettiva commissione di un reato. Sono infine preoccupato per quanto riguarda le truffe e le frodi informatiche: gli episodi sono in crescita e non sono colpiti solo gli anziani. Essere presenti sui territori, incrementare il senso di comunità, organizzare incontri finalizzati ancora una volta alla prevenzione sono elementi importanti per contrastare questi reati. Alla Prefettura spetta un ruolo di coordinamento ma, come ripeto, è poi fondamentale che tutti gli attori presenti sul territorio collaborino insieme per raggiungere gli obiettivi».
© RIPRODUZIONE RISERVATA