Treni, i pendolari firmano: «Più tutele e trasparenza»

La campagna “Lombardia si muove” è arrivata anche a Como. Obiettivo? 5mila aderenti, anche se si può firmare solo di persona

«La proposta di legge regionale d’iniziativa popolare serve a introdurre più tutele per i pendolari, a partire da cose molto concrete come i rimborsi automatici: c’erano e sono stati rimossi nel 2024, portando a un crollo dei rimborsi erogati semplicemente perché oggi è più difficile chiederli», spiega Giulio Guastini, coordinatore regionale della campagna “Lombardia Si Muove”, intervenuto oggi 31 ottobre al banchetto allestito davanti alla stazione di Como Borghi insieme ai rappresentanti locali di +Europa, Azione, Pd, Gd, Italia Viva, Alleanza Verdi Sinistra, Ora! e Pld. Obiettivo: raccogliere le firme necessarie a cambiare le regole del trasporto ferroviario.

«Vogliamo obblighi di trasparenza su tutti i dati di Trenord e controlli indipendenti sulla qualità del servizio, per spingere chi gestisce a rispettare gli standard contrattuali che oggi viola sistematicamente», chiarisce Guastini, puntando il dito contro la gestione regionale: «C’è poca trasparenza e un rapporto di opacità tra Regione Lombardia e Trenord, di cui la Regione è anche comproprietaria, e queste misure servono proprio a scardinare il sistema, oltre a dare più ascolto ai comitati dei pendolari che vivono ogni giorno lo stesso disagio, conoscono le fragilità delle linee ma non vengono più consultati».

Tra le richieste chiave spicca anche la questione dell’affidamento delle tratte: «Dal 2033 tutto il servizio andrà messo a gara per un regolamento dell’Unione Europea e se Trenord non lo farà pagherà una sanzione con i soldi pubblici dei cittadini; noi proponiamo di partire subito con delle gare pilota su quote limitate di servizio per verificare gli operatori pronti a partecipare e non arrivare impreparati», aggiunge Guastini, che fa poi il punto sui numeri della mobilitazione: «Siamo partiti a settembre e abbiamo raccolto circa 2mila firme cartacee, con altre 80 aggiunte oggi a Como, e puntiamo ad arrivare a 5mila entro dicembre per depositare la proposta a gennaio, ma la modalità di raccolta è arcaica perché la Regione non prevede la firma online con Spid come avviene a livello nazionale, obbligandoci a usare moduli vidimati, banchetti ed esponenti abilitati ad autenticare le firme, escludendo così tante persone che vorrebbero firmare da casa ma non possono farlo», un impegno che, nonostante gli ostacoli burocratici, i volontari porteranno avanti anche nelle prossime settimane facendo tappa nelle principali stazioni del territorio per dare voce e risposte concrete alle migliaia di viaggiatori esasperati dai continui disservizi sui binari lombardi.

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