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La denuncia Da Como a Bellagio è caos tra sovraffollamento e infrastrutture carenti. L’allarme delle associazioni di categoria: «Senza regole e controlli rischiamo il collasso»
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Troppe barche, troppo caos in acqua e, soprattutto, la mancanza di infrastrutture nautiche dove attraccare. Problemi a Bellagio, ma non mancano nemmeno a Como a Sant’Agostino e, in prospettiva (anche se non ci sono tempistiche per il momento) al nuovo pontile di Villa Geno ormai ultimato (sono stati messi anche estintore e salvagente) ma per ora non utilizzabile finché non saranno definite le modalità di gestione e il regolamento.
Dalle associazioni di categoria arriva quindi l’appello affinché la Camera di Commercio convochi tutto il settore per arrivare a pianificare nuovi investimenti e una gestione più omogenea del lago. Enzo Fantinato, responsabile Cna nautica Lombardia spiega che anche da parte degli stessi imprenditori serve fare fronte comune e cercare di rispettare le regole. Cita, ad esempio, pubblicità su internet di questo tenore: «Hai una barca sul lago di Como? Diventa comandante, guadagna fino a 500 euro al giorno». E ancora: «Metti a disposizione la tua barca e il tuo tempo libero, non hai vincoli di impegno e incassi quando navighi». Fantinato spiega che «serve professionalità quando si offrono dei servizi e non ci si deve improvvisare attirati da facili guadagni, magari senza avere competenze». Poi aggiunge: «La Camera di Commercio è la casa degli imprenditori e, quindi, credo sia l’Ente migliore per attivare dei confronti veri all’interno del mondo turistico. Non basta portare qui i turisti, ma servono regolamenti e infrastrutture perché altrimenti siamo di fronte al “far west” sul lago. Ogni giorno vediamo il caos da Como a Bellagio, ma vale in buona parte del Lario. Serve una gestione dei flussi turistici oltre ad infrastrutture e regolamenti. Gli imprenditori a mio avviso possono e devono contribuire con investimenti, ad esempio per creare nuovi pontili, ma serve collaborazione con tutto il sistema». Anche perché pensare di realizzare nuovi attracchi richiede autorizzazioni, passaggi burocratici e tempistiche tutt’altro che brevi. «Le barche sono decuplicate – aggiunge Maurizio Mostes, presidente di Cna Como e Lombardia per la nautica oltre che nel consiglio nazionale – ma le carenze delle infrastrutture, intese come pontili e attracchi, sono identiche a quelle che già denunciavamo più di dieci anni fa. È necessaria un’azione congiunta con tutte le associazioni che poi operano non solo nel periodo estivo ma anche nel resto dell’anno, quando si deve pianificare la stagione. Devono partecipare tutti, anche chi diserta». All’ultima riunione, ad esempio, una fetta di operatori non si era presentata in modo polemico. Ma la scossa che ora gli operatori cercano di dare ha l’obiettivo di fare in modo che si faccia fronte comune poiché sul lago i problemi, alla fine, sono gli stessi per tutti coloro che lavorano in modo regolare e nel rispetto delle regole. E in prospettiva, con un nuovo regolamento per il primo bacino all’orizzonte e con una serie di nodi che si aggrovigliano sempre di più legati agli attracchi i temi sul tavolo saranno sempre di più. Esattamente come le barche che, anche questa stagione, sono ulteriormente cresciute.
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