Truffe agli anziani e spaccio: in un anno trecento arresti

Le celebrazioni Il 212° anniversario di fondazione dei carabinieri nelle parole del colonnello Francesco Falcone: «Il nostro obbligo è servire il territorio e i cittadini». Quindi l’appello ai giovani delle scuole: «Coltivate la legalità»

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La lotta alle truffe agli anziani, problema sempre presente ma che «negli ultimi mesi ha portato all’arresto di otto persone» grazie anche ad una «campagna mediatica e di informazione rivolta alle fasce più vulnerabili per diffondere la conoscenza di questo grave fenomeno». La lotta allo spaccio «con particolare riguardo alle aree boschive della provincia». E poi l’impegno costante su un altro tema delicato della provincia e non solo, il contrasto «ai reati di violenza di genere, fornendo immediatamente ascolto alle vittime».

Il colonnello Francesco Falcone, comandante provinciale dei carabinieri, ha fatto gli onori di casa ieri alla sua prima festa dell’Arma alla guida dei carabinieri di Como, insediatosi in città lo scorso mese di settembre. Si sono tenute ieri nella caserma di piazzale Amedeo Duca d’Aosta, le celebrazioni per il 212° anniversario di fondazione dell’Arma dei carabinieri alla presenza di tutte le autorità cittadine. Carabinieri che, come ha ricordato il colonnello Falcone, solo nell’ultimo anno hanno effettuato sul territorio 19.383 servizi preventivi con le proprie pattuglie, perseguendo il 91% dei reati denunciati in tutta la provincia arrivando ad arrestare 302 persone e a denunciarne a piede libero 3.230, ovvero più di otto al giorno.

Valori

«Essere carabiniere - ha spiegato il comandante provinciale alla platea che aveva di fronte - vuol dire essere portatore dei valori dell’Istituzione e sentire forte quel senso di responsabilità per i propri doveri, tra cui il principale, l’obbligo di servire ed essere sempre vicino ai cittadini».

Sono trenta le caserme dell’Arma presenti nella provincia di Como, con il Comando Provinciale e le Compagnie di Como, Menaggio e Cantù, una capillarità «assicurata da una Tenenza a Mariano Comense, da 28 stazioni e dal Nucleo Carabinieri di Campione d’Italia». Un territorio, quello comasco, «eterogeneo sotto il profilo geografico e socio-economico e, conseguentemente, anche sotto il profilo dell’ordine e della sicurezza pubblica. Sicuramente non è un compito facile, tenuto conto proprio delle differenti esigenze e istanze dei diversi territori, ma altrettanto sicuramente è un compito da assolvere con costanza e con il consapevole spirito di servizio che deve contraddistinguere i comandanti e i carabinieri dei reparti». Il colonnello nel suo discorso ha poi ripercorso gli ultimi dodici mesi di attività, con i fatti più gravi ma tutti perseguiti, come l’omicidio di Ramona Rinaldi il cui presunto responsabile «è stato arrestato nel luglio del 2025», ma anche - altro problema emerso con forza nell’ultimo anno - «le violenze e altri comportamenti criminali commessi da giovani, tra cui l’aggressione a Locate Varesino ai danni di un diciottenne, i cui cinque autori, tutti minorenni, sono stati arrestati nell’ottobre 2025».

Il colonnello Falcone, a proposito di nuove generazioni, ha poi voluto salutare in chiusura gli studenti delle scuole, presenti anche in platea con una rappresentanza dell’istituto di via Nazario Sauro, partecipi ai molti eventi «nell’ambito delle iniziative per la cultura della legalità» con «gli incontri svolti presso numerosi istituti scolastici, nel capoluogo fino ai più piccoli centri della provincia, o accogliendo gli alunni presso le nostre caserme. Momenti importanti per favorire la condivisione di valori tra l’Istituzione e i giovani».

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