(Foto di archivio)
Il divieto Intervento della polizia locale lunedì pomeriggio. Le sanzioni sarebbero una cinquantina a settimana
Lettura 1 min.La scena è stata notata da più di una persona, che alle ore 16 di lunedì si trovava a passeggiare nei pressi dei giardini e del Tempio Voltiano, dove di trova la spiaggetta al centro delle cronache anche per lutti gravi, come quello che ha portato all’annegamento della piccola Arwa, dieci anni, in vacanza con la famiglia.
Agenti della polizia locale hanno raggiunto il punto dove i bagni sono vietati, nei pressi della foce del Cosia, e hanno imposto a tutti i presenti di uscire immediatamente dall’acqua. Sono state almeno dieci le persone che sono state avvicinate, identificate e poi multate per aver effettuato il bagno vietato, con una sanzione che se pagata subito è quantificabile in 50 euro. Ma da quanto è stato possibile ricostruire sono almeno una cinquantina alla settimana le sanzioni redatte solo dagli agenti di viale Innocenzo, cui poi bisogna aggiungere le multe compilate anche da tutte le altre forze di polizia. Numeri che lasciano intendere come il problema, cartelli o non cartelli di divieto, sia sempre diffuso, presente in qualsiasi giorno della settimana e con un numeri di bagnanti importante.
Impossibile mantenere il presidio fisso al Tempio, visto che i fronti da controllare in città sono molti e non tutti legati alla sola spiaggetta del Tempio Voltiano. Ed è per questo che una volta passata la rastrellata dei controlli, la spiaggetta torna costantemente a riempirsi.
Quest’anno sono già stati i due gli incidenti: uno mortale, quello di Arwa, in vacanza dal Marocco e annegata a dieci anni davanti agli occhi delle sorelle, del padre e delle cugine; il secondo è quello di un bambino di 9 anni residente nel Comasco, estratto dall’acqua quando già stava andando a fondo grazie all’intervento provvidenziale di un cittadino marocchino che aveva osservato la scena dalla riva e si era poi tuffato nel lago per intervenire.
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