Prevenzione, tutela e rimboschimento del Monte Goj: Albate guarda al futuro
Como Le associazioni invitano all’oratorio volontari, vigili del fuoco e Protezione civile dopo il grave incendio: «Vogliamo fare la nostra parte per proteggerlo»
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Una grande spaghettata all’oratorio di Albate con tutti i volontari che hanno spento il fuoco sul monte Goj.
Questo è quanto le associazioni albatesi, riunite in parrocchia, intendono fare a fine mese, un modo per ringraziare gli operatori che si sono spesi durante lo spaventoso incendio, ma anche per serrare le fila e trovare dei canali concreti per tutelare e difendere l’ambiente.
Appuntamento il 26 settembre
«Sabato 26 settembre all’oratorio – spiega don Giovanni Corradini – una festa, un evento pubblico, ci è sembrato il modo migliore per dire grazie e per sensibilizzare l’intera città circa il nostro monte ferito. Vigili del fuoco, ente parco, protezione civile, vorremmo invitare a tavola tutti gli enti e le autorità, posti permettendo, almeno del cerchio cittadino. Per poi aprire anche un dibattito, un confronto, su ciò che è possibile nel concreto fare. Dal mese successivo inoltre vorremmo organizzare altri appuntamenti mirati alla salvaguardia dell’ambiente». Prevenzione, tutela del verde, rimboschimento. Mercoledì sera all’oratorio alla spicciolata sono arrivate una dozzina di associazioni albatesi per immaginare nuovi passi concreti in difesa del vicino polmone verde. I tifosi del Como hanno anche proposto una raccolta fondi, al momento accantonata. Per tutti serve intessere un maggiore dialogo con il parco della Spina Verde, il soggetto deputato ad effettuare gli interventi sul campo. Un confronto non sempre semplice. «Tra pulizie e manifestazioni i permessi e i vincoli burocratici sono troppi – così ha detto Tiziano Beretta per gli alpini – vorremmo poter fare di più per il monte». Difficile il controllo dei tanti terreni privati. «Già dal luglio del 2023 chiediamo più attenzione per i boschi – ha spiegato Franca Aiani in rappresentanza di Agorà – quando dopo i temporali sono crollate 6mila piante». Per delle opere attese non ancora concluse. L’incontro informale voleva, al netto delle preoccupazioni, essere comunque costruittivo.
La necessità di informare e prevenire
Al tavolo c’era tra gli altri il corpo musicale albatese, l’associazione famiglie in cammino, semplici residenti del quartiere nate e cresciute sotto al monte Goj, presenti anche alcuni docenti delle scuole. Le fiamme viste in cima al monte e l’odore acre di bruciato respirato per giorni ha molto impressionato tutta Albate. «Sarebbe bello lanciare altri appuntamenti – ha spiegato per l’unione delle cooperative Silvio Peverelli – per informare la popolazione, sensibilizzare, capire come è bene comportarsi». Aprire un canale per essere parte attiva, questa la finalità che le associazioni albatesi si propongono. «Chiedere anche un incontro con le autorità, gli enti in prima fila – ha ribadito una delle organizzatrici Giovanna Montanelli – una sorta di pubblica assemblea informativa, ma anche concreta, per sapere se e come la società civile può prendersi cura del nostro bellissimo monte». In programma, oltre alla spaghettata, altre riunioni da settembre questa volta alla cascina Masseé.
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