Un ospedale in Congo. Il sogno del dottor Akuma sta prendendo forma
Montorfano Anche quest’anno il medico ha trascorso le sue ferie in patria per il progetto. Ecco come poterlo aiutare
Lettura 1 min.Polyclinique Odeon, il miraggio di un ospedale nella bidonville di Kinshasa nel 2027 potrebbe diventare realtà, anche se i problemi di trasporto dei materiali per la costruzione crescono e, da Montorfano, parte un appello a chi può dare una mano a risolverli.
Intanto, in un angolo del cantiere del Polyclinique Odeon c’è un medico che ha festeggiato il suo 66mo compleanno, il 29 agosto, lavorando per chi non si può pagare le cure. “Una stanza dell’ospedale è già pronta e la sto usando per fare ecografie gratuite alla popolazione, con un ecografo portatile a pannelli solari, e insegnare ad usarlo ai giovani medici”. Le parole arrivano da Kinshasa, al telefono c’è il dottor Mandio Akuma, anima del progetto dell’ospedale iniziato dieci anni fa con la creazione dell’Associazione “Gli Amici del Congo RDC”, da gennaio iscritta al RUNTS di Como come Organizzazione di Volontariato (ODV). Ogni anno, il dottor Akuma parte da Montorfano, destinazione Congo, per trascorrere un mese “di vacanza” al lavoro per i più poveri e per seguire i lavori. Con i volontari, che lo aiutano in modo importante dall’Italia, il dottor Akuma cerca di accelerare la costruzione, anche se «la situazione di instabilità a locale e internazionale complica e rallenta tutto – spiega il medico – Avremmo bisogno di un aiuto da parte di chi si occupa di spedizioni internazionali. Abbiamo spedito un container a gennaio da Genova che avrebbe dovuto arrivare in Congo a febbraio: l’hanno ricevuto a maggio».
Il medico tornerà presto a Montorfano, dove troverà ad accoglierlo i suoi volontari, che lo hanno festeggiato a distanza con una spiritosa cartolina augurale disegnata dall’IA. «L’impegno primario resta il completamento della costruzione del “Polyclinique Odeon” nel quartiere Kasa-Vubu di Kinshasa, rallentata anche dagli stravolgimenti geopolitici internazionali – spiegano i volontari -. Il 12 gennaio è partito da Genova l’ennesimo container vitale, carico di materiali donati da esercenti italiani e attrezzature mediche. Ma – aggiungono -, il cargo è giunto al porto di Matadi solo il 15 aprile. Da lì, sono stati necessari ulteriori 25 giorni di viaggio su strade dissestate verso Kinshasa, con una scorta locale per prevenire furti in itinere».
L’ospedale, su quattro piani, è quasi pronta, ma mancano circa 2.000 mq di piastrelle, sanitari e attrezzature mediche. L’Associazione lancia un appello diretto alle strutture sanitarie italiane affinché donino le apparecchiature in dismissione, ma ancora valide. L’obiettivo è inaugurare l’ospedale per il prossimo compleanno del dottor Akuma, il 29 agosto 2027.
«Per rendere la struttura operativa, si ricerca la collaborazione di istituti di formazione disposti a inviare personale per organizzare i servizi e formare lo staff locale – chiedono i volontari - Il policlinico potrebbe poi diventare un hub per neolaureati desiderosi di esercitarsi sul campo. L’ostacolo principale resta la copertura finanziaria».
Chi voglia contribuire potrà farlo con donazioni dirette o bonifici sul c/c Onlus Codice IBAN IT11Z0538710900000049189669-BIC/SWIFT: BPMOIT22 XXX; causale “Contributo ospedale Polyclinique Odeon “ o anche 5x 1000 C.F. 95108530130 “Gli amici del Congo RDC OdV”.
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