Un punto ristoro dove fare inclusione lavorativa: l’idea di Ats per il San Martino

Como Si vorrebbe aprire un luogo per caffè e pause pranzo, da gestire con enti del Terzo settore che si occupano di disabilità. Presto il bando

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Un bando per riaprire il punto ristoro del San Martino, con l’aiuto di giovani disabili.

L’Ats Insubria ha deliberato l’indizione di un avviso pubblico per progettare il rilancio del centro ristoro vicino ai servizi dell’agenzia per la tutela dell’ambiente, non lontano dall’hospice e dal centro di recupero sociale Arca. Sopra a via Castelnuovo gli interessati nuovi gestori dovranno appartenere al mondo del volontariato, nei mesi scorsi è noto che si siano interessati alla vicenda alcune realtà che in città operano per esempio nel campo delle disabilità.

«All’interno del San Martino, al momento, non è presente alcun servizio di ristoro che possa rispondere alle esigenze del personale di Ats – si legge nei documenti - e degli eventuali altri utenti che possono accedere alle strutture presenti. Questa amministrazione ha ravvisato dunque la necessità di fare fronte alle suddette esigenze ed ha, a tale fine, avviato un approfondimento sulle soluzioni praticabili».

Tra gli obiettivi dell’ente «particolare importanza è data alla promozione della salute e alla prevenzione secondaria anche mediante il sostegno ad iniziative socio assistenziali che garantiscano un supporto attivo alle persone con disabilità, migliorandone la qualità della vita». Nello specifico il punto ristoro, scrive Ats, può essere riaperto «attraverso l’elaborazione e la realizzazione di un progetto che coinvolga, a livello lavorativo, persone con disabilità». Di qui la volontà di indire a breve un bando pubblico.

Il Cral del San Martino era stato chiuso a novembre del 2024, in via precauzionale, perché non tutte le carte e le manutenzioni della piccola struttura erano in regola e i lavoratori che all’epoca gestivano il servizio per caffè e pause pranzo avevano fatto un passo indietro. Era stata inoltrata anche qualche segnalazione all’agenzia per la tutela della salute, non senza qualche polemica interna ai dipendenti. È comunque un fatto che nel San Martino tra Ats, comunità psichiatriche, hospice e chiesetta non ci sono da ormai più di un anno e mezzo servizi per mangiare un panino o prendere una bibita.

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