Un super computer per la città: «Tra i migliori in tutta Europa»

VoltaB1 La macchina quantistica da ottobre sarà collocata a Villa Gallia. L’annuncio in presenza di due Nobel

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Un computer quantistico approderà a Como a metà di ottobre e sarà posizionato nella sede dell’ente provinciale a Villa Gallia.

Alta circa 3,5 metri e larga altrettanto, la macchina (realizzata grazie al contributo delle aziende americane D-wave e IonQ nel contesto dell’iniziativa italiana QAlliance) dal 16 ottobre sarà messa a disposizione di enti pubblici, imprese e ricercatori dell’università Insubria nella sede dell’ente provinciale. «Si chiamerà VoltaB1 e sarà tra le macchine quantistiche più potenti in Europa». Lo ha annunciato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’innovazione tecnologica, Alessio Butti, ieri mattina aprendo la cerimonia di assegnazione del Premio Volta, organizzato dall’Eps (Società europea di fisica) e da Acinque, durante la quale di quanti e innovazione a servizio delle comunità si è parlato moltissimo.

L’annuncio è stato dato alla presenza di tre luminari della fisica quantistica, Jean Dalibard, fisico francese del Collège de France e Medaglia d’Oro Cnrs (Consiglio francese delle ricerche), e dei due premi Nobel che hanno tenuto altrettanti discorsi di presentazione di Dalibard, in qualità di colleghi e amici di lunga data, Alain Aspect (Nobel per la Fisica nel 2022) e William D. Phillips (Nobel per la Fisica nel 1997).

A Dalibard il riconoscimento per la prima edizione del Premio Volta è stato assegnato per i contributi pionieristici nel raffreddamento laser e nella fisica quantistica: le sue ricerche hanno permesso di rallentare gli atomi portandoli a temperature vicine allo zero assoluto e in questo modo hanno aperto la strada ai simulatori e alle tecnologie quantistiche del futuro.

Laser, quanti e tempo sono stati protagonisti di un’amicizia e di un lavoro che i tre fisici hanno raccontato ieri ai tanti ricercatori e membri delle istituzioni (tra cui il sindaco Alessandro Rapinese e l’assessore regionale all’Università Alessandro Fermi) presenti nella Sala Bianca del Sociale, nel corso di un convegno che ha visto anche la partecipazione di José Maria De Teresa, presidente della Società europea di Fisica, di Paola Dubini, presidente di Fondazione Volta, Giulio Casati, fisico teorico e professore emerito dell’Università dell’Insubria, rappresentata anche dal protettore vicario Umberto Piarulli, e Angela Bracco, presidente della società italiana di fisica. Tutti riuniti nel nome di Volta.

«Il progresso nasce quando qualcuno riesce a vedere un po’ più lontano e aggiunge un tassello a chi l’ha preceduto. Volta lo sapeva ed era consapevole che il confronto con altri studiosi è essenziale - ha detto Matteo Barbera, presidente di Acinque - Con l’evento di oggi recepire e fare nostra questa lezione». Una lezione che Dalibard, Phillips e Aspect hanno dimostrato mescolando al racconto delle proprie scoperte nel campo della fisica osservazioni sull’importanza della condivisione delle proprie idee sul funzionamento della natura dentro e fuori dai rispettivi laboratori. «Senza il sostegno alla ricerca pionieristica- ha aggiunto il presidente della Società europea di fisica, De Teresa - sarebbe impossibile sviluppare tecnologie dirompenti. L’Europa deve favorire l’innovazione riducendo burocrazia e regolamentazione, e incoraggiando i giovani fisici a seguire il proprio istinto per sfidare la conoscenza attuale»

E dalla Sala Bianca la lezione di Volta e le sfide affrontate dai tre fisici si espanderanno nei prossimi mesi anche con la fondazione, al collegio Gallio, del centro nazionale Alessandro Volta.

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