Una nuova tragedia dopo due estati di tregua

Il pericolo. Specchio d’acqua ingannevole e divieti ignorati: il Tempio Voltiano torna a essere la trappola mortale del Lago di Como

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Como

La tragedia di ieri segna si consuma dopo due estati di tregua. L’ultima vittima delle acque antistanti il tempio Voltiano era stato il giovane Kamel, 19 anni, ripescato a rianimato il 21 agosto del 2023, morto il giorno successivo odpo una notte di agonia all’ospedale Sant’Anna. Kamel fu l’ottava vittima dei giardini a lago nell’arco di sette anni, a partire dal 2016, addirittura il diciottesimo morto nei venti mesi precedenti su tutto il Lario, ramo lecchese compreso. Appena due settimane prima di Kamel, un altro ragazzo straniero proveniente dalla provincia di Milano, era stato ripescato esanime, e a lungo rianimato sulla riva dopo essere rimasto quaranta minuti sott’acqua. Nemmeno per lui i soccorritori poterono nulla.

Per mesi si è discusso sulle contromisure da intraprendere, e sulla necessità di chiarire l’esistenza di un divieto di balneazione al quale non sembra badare mai nessuno. Per settimane, nei mesi più caldi, il Comune ha organizzato servizi di pattuglia affidati alla polizia locale, i cui agenti sono stati spesso costretti a “trascinare” fuori dall’acqua adulti, giovani e bambini a bagno dove non si può. Il problema è che, nonostante l’aspetto rassicurante, la lunga lingua di terra che si spinge verso il lago dalla riva del Tempio, è quanto di più insidioso si possa immaginare. Il terreno, a pochi metri dal limite delle acque, scende a precipizio, trascinando giù chiunque abbia scarsa consuetudine con l’acqua.

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