Università, che beffa: il corso di farmacia a Como? Solo i primi tre anni

Il caso Il nuovo corso di laurea annunciato a dicembre sarà in realtà in condivisione con la sede di Busto Arsizio. I farmacisti comaschi: «Servono studenti sul territorio»

Como

Il corso di laurea in farmacia parte a Como, ma finisce a Busto Arsizio, alle farmacie comasche manca il 10% dei professionisti.

Uno dei temi più dibattuti prima e dopo l’assemblea dell’Ordine dei farmacisti di Como è la nuova laurea che l’università dell’Insubria è pronta a far partire da settembre in via Valleggio. Un corso in farmacia di cinque anni a ciclo unico con sede in città che inizierà a settembre nel dipartimento di scienze e alta tecnologia, dove hanno sede i chimici, ma che poi, superato i primi tre anni, per le materie più specialistiche e laboratoriali in particolare durante gli ultimi due anni si sposterà a Busto Arsizio, dove i vertici dell’ateneo hanno annunciato alle autorità varesine l’intenzione di costruire un hub d’area medico scientifica.

La preoccupazione è che gli studenti si spostino in un’altra provincia

«Così ci è stato di recente illustrato il piano di studi – spiega Giuseppe De Filippis, presidente dell’Ordine dei farmacisti comaschi - la nostra preoccupazione è che poi gli studenti si spostino nell’altra provincia. Per il nostro settore il nuovo corso di laurea è una novità importante, vorremmo però trattenere sul territorio le nuove energie. A noi manca circa il 10% del personale al bancone, negli ultimi anni le giovani leve si sono rivolto verso altri settori». Cosmesi, industria farmaceutica, molti neolaureati preferiscono per ragioni di stipendio varcare il confine. In termini assoluti il fabbisogno di farmacisti nel Comasco si aggira tra i cinquanta e i settanta professionisti, sono 175 le farmacie attive in provincia. Non di rado alcune attività sono costrette a chiamare i gettonisti, farmacisti pagati molto caro per coprire singoli turni e notti.

«Due sedi per sfruttare al meglio le competenze dell’ateneo»

«Il corso è a ciclo unico ed è pensato su due sedi per sfruttare al meglio le competenze dell’ateneo – spiega Umberto Piarulli, pro rettore dell’università dell’Insubria e docente di chimica – nei laboratori di Como possiamo insegnare le scienze dure con maggiore esperienza, mentre a Busto Arsizio, successivamente, è più forte la parte attinente alle biotecnologie. Il contatto con i ricercatori, indipendentemente dalla sede, è per noi l’opportunità più interessante».

Obiettivo: sdoppiare anche il corso di medicina che ora è solo a Varese

I corsi finali e specifici però sul più bello migrano lontano da Como. «Abbiamo registrato grandissima attenzione da parte di tutti gli Ordini professionali – ribadisce Piarulli – sia a Como che a Varese, comprese le associazioni di categoria. Io credo che arrivati ai tirocini, se riusciremo a raccogliere tante iscrizioni dalle province, molti studenti proseguiranno comunque l’esperienza pratica anche a Como e dintorni, contribuendo a dare nuova energia alle farmacie del territorio».

L’università dell’Insubria intende inoltre sdoppiare a Como il corso di laurea in medicina, presente oggi solo a Varese, con una parte delle specializzazioni però attive da anni anche al Sant’Anna. Questa possibilità è però ancora da costruire, l’iter dentro e fuori all’ateneo è lungo e non scontato, occorre confrontarsi con le altre università e con le direttive ministeriali.

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