Valditara ospite all’Ucid. «I valori dell’Occidente non siano reperti»

La serata Il ministro dell’Istruzione e del merito a Como, invitato ieri sera nella Sala Bianca del Teatro Sociale, per la conviviale. Venticinque principi come antidoto alla prepotenza

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«Dobbiamo studiarli, conoscerli dalla scuola, in un’epoca in cui veniamo a contatto con altre culture diverse: i valori occidentali sono antidoto contro la prepotenza».

Si riassume forse al meglio in questa frase l’intervento di Giuseppe Valditara, ministro dell’Istruzione e del merito, invitato ieri sera nella Sala Bianca del Teatro Sociale, per la conviviale di Ucid Como, a cui si sono uniti anche i membri dei club Rotary Como e Rotary Como Baradello. Nello zaino verso il Lario, Valditara ha portato con sé “Manifesto per l’Occidente”, volume fresco di stampa di cui è curatore insieme a Giampaolo Azzoni. Nell’indice 25 valori, considerati la base imprescindibile della civiltà occidentale. Venticinque concetti messi in fila, che hanno attraversato i secoli e su cui, insieme al ministro, hanno dialogato studiosi di diritto, filosofia e storia. La democrazia, la dignità umana, la responsabilità, l’universalismo, il rispetto, la libertà di parola: «Principi eterni, universali - ha detto il ministro -. Una delle caratteristiche dell’Occidente è stato il suo universalismo: i valori sono per tutti, a prescindere dalle frontiere, dei continenti, degli stati. E chiunque, indipendentemente da dove arrivi, può condividerli».

Chi tutto ciò lo ha vissuto sulla sua pelle è lo stesso presidente di Ucid Como, Onnik Manoukian, che ha ricordato le sue origini: «Vengo da un popolo, quello armeno, che sa cosa vuol dire avere radici tagliate. Ogni armeno non piange le pietre distrutte, ma ha cominciato a ricostruire. E l’Occidente non è solo un luogo dove si nasce per diritto di sangue, ma un luogo in cui si sceglie ogni giorno di vivere».

Tornando all’ospite della serata, «quando parliamo di Occidente, dobbiamo subito fare una puntualizzazione, perchè una civiltà non coincide necessariamente con uno Stato - ha ricordato Valditara -. Il punto qui è valoriale, identitario». Insomma, ci si riferisce alle società i cui fondamenti hanno preso vita dalla civiltà greco-romana. Non coincide con l’Europa, perchè in effetti anche il Giappone rientra nel calderone di coloro che hanno aderito ai valori dell’Occidente, tra cui la democrazia, la libertà e la centralità della persona umana, su cui Giuseppe Valditara è tornato più volte. «Certo, l’Occidente è stato schiavista, ma furono proprio gli europei a imporre l’abolizione della schiavitù in Africa». Va ricordato in effetti che, di fianco a quelle 25 chiavi con cui la società occidentale ha aperto le porte della storia, hanno trovato spazio e consenso anche il nazismo, il fascismo, il comunismo: «Se andiamo a guardare il nazismo nel suo dna - ha detto Valditara - contestava il cristianesimo e il diritto romano. Il comunismo invece, si basava sulla negazione della libertà e della proprietà privata».

Nella vita, Valditara si occupa di istruzione, ed è a questo proposito che ha parlato dell’importanza di insegnare fin dalla scuola - approciandola anche criticamente ma non in modo vizioso - la storia dell’Occidente: «La civiltà è fatta di uomini e donne che senza radici rischiano di scivolare. provate a immaginare di vivere senza conoscere il vostro passato». A questo proposito, secondo Manoukian, c’è una metafora che riassume il tutto, ed è quella della cattedrale: «La si continua ad innalzare, senza mai vederla compiuta. È un cantiere aperto, ed è nei cantieri che si misura la vitalità di una civiltà». Da qui l’invito ad essere nè archeologi, nè guardiani di un monumento: «So per esperienza che nessuna civiltà sopravvive per inerzia: siamo chiamati a quel cantiere».

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