Valmulini, l’opposizione gela il sindaco: «Modelli astratti e lontani dalla realtà»

Viabilità Fa molto discutere la proposta dell’abbonamento unico auto-moto all’autosilo. Molinari (FdI): «Necessaria una visione chiara». Falanga (Nova Como): «Cambiare approccio»

Como

Fa discutere la proposta lanciata nelle ultime ore dal sindaco Alessandro Rapinese – e che verrà a breve approvata dalla giunta - di creare un sistema di interscambio moto-auto all’autosilo Valmulini, consentendo in pratica di parcheggiare un’auto e una moto pagando un unico abbonamento.

All’attacco va il presidente provinciale di Fratelli d’Italia Stefano Molinari, che era stato nell’esecutivo Bruni. «Da ex assessore alla Viabilità e ai Trasporti – interviene - conosco bene le criticità del Valmulini e so quanto sia complesso individuare soluzioni efficaci. Parliamo di una struttura nata a servizio dell’ospedale Sant’Anna, poi rimasta sottoutilizzata dopo il trasferimento e che oggi, con la progressiva attivazione delle Case di Comunità, sta tornando ad avere un flusso importante di utenti legati ai servizi sanitari».

«Soluzioni più teoriche che reali»

Molinari continua aggiungendo: «Sorprende che, invece di affrontare il tema con un approccio serio e strutturale, si continui a proporre soluzioni che appaiono più teoriche che reali. L’idea di incentivare l’interscambio tra auto e moto non tiene conto delle reali abitudini dei cittadini: si immagina che una persona arrivi in città in macchina, subendo traffico e code, lasci l’auto al Valmulini e poi utilizzi la moto per percorrere l’ultimo chilometro verso il centro. Uno scenario che, nella vita quotidiana, appare francamente poco realistico».

Conclude dicendo che si seguono «modelli astratti, lontani dalla realtà, senza incidere davvero sul problema. A questo punto, con un po’ di ironia, si potrebbe anche completare il percorso: arrivo in auto, passo alla moto e poi magari, una volta in convalle, prendo anche una bicicletta. Al di là delle battute, Como ha bisogno di una visione chiara sulla mobilità, fatta di collegamenti efficienti, accessibilità e servizi concreti, non di sperimentazioni estemporanee».

Fra l’altro sul tema della sosta sabato è stato annunciato l’utilizzo (per ora sperimentale) del sistema “Falco”, cioè la telecamera a infrarossi installata su una minicar che è in grado di controllare 1500 targhe all’ora di auto parcheggiate inviando all’ausiliare (l’unico a poter sanzionare) alert specifici, indicando sulla mappa dove sono i mezzi senza tagliandino o in scadenza.

«Si complica la vita di chi vive»

Contro Rapinese anche il presidente dell’associazione Nova Como Vincenzo Falanga, che ha anche avviato una raccolta di segnalazioni sui disagi dei parcheggi (dalle tariffe “vulcano” ai residenti) che bolla la proposta Valmulini come «l’ennesima iniziativa che rischia di complicare ulteriormente la vita di chi vive, lavora e si muove a Como, introducendo passaggi inutili e disagi aggiuntivi, invece di offrire soluzioni concrete ed efficaci».

Poi aggiunge: «Per quanto ci riguarda, è necessario un cambio di approccio poiché la città ha bisogno di un sistema di sosta che aiuti i cittadini a risolvere le difficoltà quotidiane, non ad incrementarle». Per Falanga «serve una visione chiara e concreta che punti su tariffe calmierate e sostenibili, maggiore disponibilità di parcheggi e servizi semplici, accessibili ed efficienti. Como merita soluzioni serie, costruite ascoltando chi la città la vive ogni giorno».

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