Cronaca / Como città
Mercoledì 21 Gennaio 2026
Via Giulini, iter sospeso: la palestra è un rebus
Como L’amministrazione annuncialo stop: niente assegnazione (per ora), mentre le società studiano il ricorso al Tar
Como
Una nuova sospensione, questa volta di 60 giorni, all’avviso per l’assegnazione triennale della palestra “Ronchetti” di via Giulini è arrivata ieri da Palazzo Cernezzi. Lo stop si va ad aggiungere ai 30 giorni già decisi dagli uffici a dicembre. Nel documento viene precisato che la motivazione dell’ulteriore battuta di arresto è da ricercarsi nel fatto che «nel periodo delle festività natalizie l’attività amministrativa degli uffici ha subito un notevole rallentamento e non si è potuta pertanto concludere la fase di approfondimento tecnico/giuridico necessaria per l’ulteriore verifica della tutela della qualità del servizio pubblico sportivo, dell’impatto sul tessuto sportivo e sociale del territorio e della comparazione degli interessi coinvolti».
È scritto inoltre che in base a quanto prevede la legge l’amministrazione comunale può sospendere l’efficacia del provvedimento adottato «per gravi ragioni e per il tempo strettamente necessario, indicando nell’atto che dispone la sospensione il termine, non superiore ai 6 mesi». A protestare fin dall’inizio erano stati la Polisportiva Comense e il Basket Como che già dopo la delibera di giunta di ottobre avevano annunciato che con la pubblicazione dell’avviso si sarebbero rivolti al Tar se necessario. Nel documento tra i criteri da inserire era previsto infatti che la palestra dovesse essere destinata «a società sportive che garantiscano la partecipazione a campionato di livello nazionale di pallavolo» oltre all’«utilizzo dell’impianto tutti i giorni infrasettimanali dalle 8 alle 14 per sport diversi dalla pallavolo». Situazione poi riproposta nei documenti tecnici che hanno portato agli atti formali delle società a cui sono seguiti il primo stop di dicembre e l’ulteriore di ieri. Il Pd con il segretario cittadino Daniele Valsecchi e il referente dello sport Francesco Finizio in una nota ribadiscono che «i criteri sono assurdi e sbagliati perché basati su una evidente disparità di trattamento tra realtà sportive ugualmente meritevoli di tutela (basket e volley) (...) Auspichiamo che questi 60 giorni servano davvero per permettere la convivenza tra più sport, così come avviene negli altri Comuni con una certa normalità ma che con la giunta Rapinese sembra un ostacolo insormontabile. Si deve però andare oltre la sospensione e arrivare a una soluzione strutturale che permetta di poter giocare a pallacanestro anche in città».
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