Cronaca / Como città
Venerdì 06 Febbraio 2026
Via Milano, Enel toglie la luce. I negozianti: danno enorme
Como Niente energia fino alle 12.30 per due giorni, martedì e giovedì. Coinvolti negozi, bar, piadinerie: «Perdiamo l’incasso di mezza giornata»
Como
Due mattinate di buio totale nel cuore del commercio cittadino. L’annuncio arrivato tramite avvisi affissi ai civici ha scatenato un vero e proprio terremoto tra i negozianti di via Milano, via Mugiasca, via Cigalini, via Cadorna e piazza Vittoria. Le date fissate sul calendario sono quelle di martedì 10 e giovedì 12 febbraio, con interruzioni previste dalle 8.30 alle 12.30. Un orario che per decine di attività significa una sola cosa: serrande abbassate e incassi azzerati.
La rabbia corre lungo i marciapiedi mentre i commercianti si confrontano. Massimo Galeazzi, del negozio Tim, è tra i più agguerriti: «Ci sono i cartelli fuori, toglieranno la luce ad almeno 50, 60, o forse 100 attività. Ho visto i numeri civici, sono tutti palazzi e negozi. Ma come è possibile farlo in un orario dalle 8.30 alle 13.30? È la prima volta che accade in due giorni quasi consecutivi».
Galeazzi punta il dito contro la gestione della comunicazione: «È un lavoro che potrebbero fare senza problemi in un altro momento, per esempio tra le 12 e le 15.30: un’ora di sacrificio in pausa pranzo si può fare, ma non la mattina intera».
Dello stesso avviso è Andrea Riva, del negozio d’abbigliamento Aurora: «Due mattine chiuse sono un colpo durissimo. L’ideale sarebbe stato intervenire di notte o, al limite, nella fascia di mezzogiorno. Potrebbero farlo dalle 11.30 alle 16: chiudiamo in quell’orario, recuperiamo e il danno sarebbe contenuto. Farlo di mattina è assurdo».
Per chi gestisce servizi e consulenze, il blackout è ancora più paralizzante. Tessa Proserpio, dell’agenzia Viaggi Ronchi, non usa mezzi termini: «Non esiste che tolgano la corrente con questa prepotenza. Un ragazzo è venuto a dirci “vi comunichiamo l’interruzione” e basta, senza possibilità di ribattere. Ho chiesto se potevano farlo in pausa pranzo, ma niente. In via Milano si lavora soprattutto di mattina: perderne due significa perdere due giornate, perché al pomeriggio il flusso è diverso. È un danno economico secco». Ancora più critica la situazione per chi si occupa di ristorazione veloce. Giulia Bellucci, del locale Gran Piadina, evidenzia il paradosso: «Noi lavoriamo praticamente solo in quella fascia oraria. Ho spiegato al tecnico che è un problema enorme, ma lui è solo l’esecutore e non sapeva cosa dirmi. Ci ha dato un numero verde che però non porta a nulla. Siamo una piccola attività, avrebbero dovuto avere un minimo di riguardo. Eravamo disposti a chiudere due ore al pomeriggio, ma così ci tagliano le gambe».
Sulla questione interviene il presidente di Confesercenti, Claudio Casartelli: «Non si tratta di una piccola interruzione momentanea, l’intervento sembra importante. Sarebbe stato meglio programmarlo in una fascia oraria meno critica. Se la sera può essere problematico per i residenti e il riscaldamento, un’interruzione a cavallo del mezzogiorno, dalle 12:00 alle 16:00, sarebbe stata il compromesso ideale. Oggi molte attività sono strettamente legate all’energia: senza internet, senza collegamenti e senza registratori di cassa non si lavora. L’impatto economico sarà pesante. In certi casi serve la sensibilità di spostare i lavori dove creano meno disagi».
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