Viaggi della speranza: una video inchiesta sui disservizi ferroviari. Guarda qui la prima parte

Numeri e testimonianze Da e per Como ogni giorno cancellazioni o ritardi: in media su sette convogli (festivi compresi). La linea con i disagi maggiori è quella che passa da San Giovanni. E da Lago saltano quasi sempre le corse dirette

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Un treno che scivola sulle rotaie a causa della brina, fermo per cento minuti tra due stazioni nella campagna brianzola, nel tratto tra Lecco e Como. Studenti e lavoratori bloccati nel nulla. Fine novembre. Se c’è un’immagine simbolo dell’inverno dei pendolari comaschi, è proprio questa. Un treno vecchio, che arranca per la brina, su una linea obsoleta con un carico di pendolari che nulla sa del loro destino.

I viaggi della speranza: una video inchiesta sui disservizi dei treni comaschi. Episodio 1, prima parte

Da questo episodio abbiamo iniziato a monitorare quotidianamente la situazione dei treni che quotidianamente si riempiono di pendolari comaschi. E il risultato parla di un inverno tragico, con una media (soprattutto a cavallo tra dicembre e febbraio) di ben 7 corse in ritardo o cancellate ogni giorno. Festivi compresi. Un numero che, prendendo in considerazione soltanto la fascia che interessa i pendolari si traduce in un convoglio cancellato o in ritardo ogni 40 minuti.

In 84 giorni guai su 549 treni

Il periodo che abbiamo monitorato quotidianamente è quello che fa dall’11 dicembre al 22 febbraio. In quei 72 giorni (poco più di dieci settimane) abbiamo registrato sulle tre linee comasche (la Como-Cadorna, la Chiasso-Milano e la Asso-Cadorna) problematiche su 549 corse.

Non è passato giorno senza che una linea non registrasse inconvenienti. Nel dettaglio: la linea messa peggio è quella che passa da San Giovanni, con 239 segnalazioni di problemi tra treni cancellati, cambi di destinazione o partenza, ritardi. Cause dei problemi, su questa linea, soprattutto i guasti ai convoglio con quasi una percentuale di quasi il 40%. Sulla Lago-Cadorna e la Asso-Cadorna le corse con problematiche sono state per ognuna 155, ma se gli inconvenienti tecnici e i guasti la fanno da padrona per i treni che partono e arrivo tra Lago e Borghi, sulla linea erbese i guai riguardano la linea stessa, evidentemente obsoleta.

L’ira dei pendolari

«Stanno disincentivando l’uso del treno» commenta Diego Trobia, da anni pendolare comasco sulla linea da Como a Cadorna. Lui e altri utenti hanno segnalato, e abbiamo potuto verificare, che tra le corse che vengono più frequentemente cancellate su questa tratta vi sono i treni diretti, quelli che fanno solo 9 fermate anziché 15 e che collegano il Lario a Milano in 50 minuti anziché un’ora e due minuti: «Il treno delle 7.10 per Cadorna viene soppresso quasi tutti i giorni. Quindi si parte con un treno successivo, più affollato. Anche il treno delle 18 di rientro viene soppresso regolarmente. Prima del Covid c’era un treno diretto ogni ora e due locali» dice ancora Trobia che, ogni anno, spende «1110 euro di abbonamento per avere un servizio di questo tipo, ovvero che esci di casa non sai a che ora arriverai in ufficio e potrai tornare».

Anche Stefano Longo è un pendolare storico. Come lui, sua figlia usa Trenord per recarsi a scuola in città, da Cadorago: «Inizia alle 8 la mattina, ma per essere sicura di arrivare in orario deve prendere il treno delle 6.47 perché con quello dopo è capitato spesso che arrivasse tardi e perdesse la prima ora».

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