Villa Bonomi, il tar congela il trasferimento al Comune

Como I giudici amministrativi confermano la sospensiva: Palazzo Cernezzi non può considerare la dimora come sua

Como

Il Comune di Como resta formalmente proprietario di Villa Bonomi, ma non può davvero considerare la dimora come sua. E, anzi, se a maggio il Tar dovesse dar ragione ai privati proprietari, prima del blitz di settembre di Palazzo Cernezzi, della villa rischia pure di dover sborsare (e aver sborsato) inutilmente migliaia di euro per la trascrizione del passaggio di proprietà.

La quarta sezione del Tribunale amministrativo di Milano ha confermato anche in sede collegiale (dopo una prima ordinanza urgente del solo presidente) la sospensiva chiesta da Tree Collection srl (società riconducibile tra gli altri a Vincenzo D’Ascanio) e da Sofist srl (realtà che si occupa dei beni immobiliari della famiglia del cavalieri Antonio Ratti). Nel provvedimento, reso noto nel primo pomeriggio, i giudici sottolineano che le contestazioni dei privati contro la determina con la quale il Comune ha disposto l’acquisizione gratuita di Villa Bonomi al patrimonio comunale è tuttaltro che «manifestamente infondata» ma che «la disanima» delle «censure» è complessa e merita un approfondimento. Al contempo l’avvenuta trascrizione nei Registri Immobiliari del passaggio di proprietà, conferma l’urgenza di sospendere la determina.

Così si legge nell’ordinanza del Tar: «L’avvenuta trascrizione della determinazione di acquisizione nei Registri Immobiliari non esclude il permanere dell’interesse alla concessione della misura cautelare». Tradotto: il Comune compare nei registri come proprietario di Villa Bonomi, ma non può trattare l’immobile di pregio come un bene definitivamente acquisito al proprio patrimonio.

Sia i legali di Tree Collection che quelli di Sofist avevano duramente contestato la decisione di Palazzo Cernezzi di procedere, con una ingiustificata urgenza, alla trascrizione del passaggio di proprietà. Decisione presa subito dopo aver ricevuto la notifica dell’avvenuto ricorso al Tar contro gli effetti della determina.

Le date chiariscono bene la sequenza: il 15 settembre Tree Collection notifica il ricorso al Tar che chiedeva la sospensione cautelare degli effetti della determina; nonostante questo il 21 settembre il Comune procede rapidamente ad affidare un incarico notarile che in un paio di giorni procede alla trascrizione del passaggio di proprietà della villa a favore del Comune. Esattamente il giorno dopo la presidente della IV Sezione del Tar della Lombardia ha riconosciuto l’estrema «gravità ed urgenza» della vicenda accogliendo la sospensiva.I legali della Tree Collection avevano sostenuto che Palazzo Cernezzi abbia proceduto senza attendere l’esito della camera di consiglio, di fatto contravvenendo al principio di buona fede che esiste nei rapporti tra enti pubblici e privati cittadini. Tre giorni più tardi anche la Sofist si è vista accogliere la sospensiva riguardante la determina.

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