Villa d’Este, il Concorso d’Eleganza è sempre più glamour

L’evento Superati i confini del collezionismo. Ora si tratta di un appuntamento mondano

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Dopo la sfilata esclusiva andata in scena sabato sulla terrazza di Villa d’Este, ieri il Concorso d’Eleganza ha travolto anche Villa Erba con una marea di folla mai vista. Migliaia di persone si sono riversate a Cernobbio per assistere al fashion car show più spettacolare del weekend: una seconda passerella irripetibile di automobili che hanno attraversato oceani, viaggiato in container blindati e lasciato garage custoditi come caveau per mostrarsi, forse per l’unica volta, davanti agli occhi di curiosi e appassionati. Più che auto, autentiche opere d’arte in movimento. Gioielli meccanici normalmente invisibili ai più.

La Coppa d’Oro

Quest’anno a conquistare l’ambitissima Coppa d’Oro è stata la Mercedes-Benz 300 SL dell’americano Eric Blumencranz. Quando il verdetto della giuria è stato annunciato sul prato di Villa d’Este, tra gli ospiti sono esplosi applausi e flash dei fotografi. Per molti collezionisti presenti, vincerla equivale a ricevere un Oscar dell’automobilismo storico.

«È la prima volta che partecipiamo al Concorso e possiamo dire senza dubbio che sia l’evento più prestigioso al mondo» raccontano Will e Cary Singleton, arrivati dagli Stati Uniti con la loro Cadillac del 1930.

Dalla Gran Bretagna, invece, Sara e Andrew Bagley, conquistati dall’atmosfera quasi irreale del lago. «Qui non ci sono soltanto automobili straordinarie. C’è un senso di eleganza che altrove non esiste più» spiegano osservando il parterre che rimanda ad un Ascot italiano.

Rituale

In fondo il Concorso d’Eleganza è diventato proprio questo: molto più di un appuntamento per appassionati di motori. Un rituale mondano internazionale dove si intrecciano moda, design, arte, ospitalità e lusso esperienziale.

«È qualcosa di cui siamo molto fieri e che cerchiamo di tramandare nel tempo, mantenendone intatto lo spirito» racconta Giuseppe Fontana, presidente di Villa d’Este, tracciando un primo bilancio dell’evento. «Oggi il Concorso è molto più di una manifestazione dedicata alle auto storiche: è cultura, lifestyle, eleganza, attenzione all’estetica e al bello. Qui arriva il mondo intero».

Poi affiora anche un ricordo personale che restituisce tutta la dimensione quasi leggendaria dell’evento: «L’arrivo del Maharaja indiano, accompagnato da un seguito quasi regale e da una vettura straordinaria. Oppure quella volta in cui Lapo Elkann, a sorpresa, rimase bloccato fuori dal cancello con la sua Ferrari».

Per Fontana il Concorso ha ormai superato i confini del semplice collezionismo automobilistico. «All’inizio era un evento molto più ristretto. Oggi è diventato un appuntamento mondano internazionale. Non si viene soltanto per le auto: ci sono la moda, il design, il fascino del lago, un’atmosfera unica».

Anche Davide Bertilaccio, ceo di Villa d’Este, sottolinea il legame profondo tra la storia dell’hotel e quella della manifestazione. «Il Concorso d’Eleganza corre in parallelo con la storia di Villa d’Este. Tra tre anni festeggeremo i cento anni della manifestazione e siamo alla 154esima stagione dell’hotel. È un evento che ha contribuito a elevare la notorietà non soltanto di Villa d’Este, ma dell’intero Lago di Como».

La storia

Nato nel 1929 per celebrare innovazione e modernità automobilistica, oggi il Concorso custodisce il fascino del classico senza smettere di guardare avanti. «Il paradosso è proprio questo» osserva Bertilaccio. «Quando nacque celebrava il presente e il futuro. Oggi celebra il passato, ma continua ad avere uno sguardo sul domani».

Uno spirito riflesso anche nella partnership con BMW, protagonista da venticinque anni della rinascita contemporanea dell’evento. «Quest’anno il connubio tra passato e futuro è stato perfetto. BMW ha scelto Villa d’Este e il Lago di Como per lanciare Alpina, un nuovo modello destinato ad avere un ruolo importante sul mercato».

Attorno al Concorso ruota ormai un ecosistema internazionale che coinvolge ospitalità, eventi esclusivi e lifestyle. Collezionisti, top client e addetti ai lavori animano quello che è diventato il weekend più glamour del lago. Ma per Bertilaccio il punto centrale resta preservarne autenticità e fascino.

«La parola eleganza non deve essere soltanto nel nome, ma rappresentata nei fatti- evidenzia il manager-Negli ultimi anni abbiamo cercato di alzare la barra sotto ogni aspetto: accoglienza, servizio, qualità dell’esperienza, dining».

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