(Foto di ARCHIVIO)
Il fatto Prima il furto su un’auto, poi il tentativo allo sportello. Ma il proprietario lo scopre subito
Lettura 1 min.L’auto, una Mercedes, era stata parcheggiata in via Venini, nei pressi della stazione di Como San Giovanni. Una coppia trentenne in arrivo dalla Svizzera, lui italiano residente in Ticino, la fidanzata nata nella Confederazione, aveva deciso di trascorrere una serata in città, mangiando in un ristorante del centro. Nella tarda serata di mercoledì, sul telefono dell’uomo, è però arrivata la segnalazione di tentativi di prelievo dagli sportelli Bancomat con una delle sue carte, tra cui una ricaricabile.
La coppia è così tornata alla propria auto, scoprendo che era stata aperta da un ladro che aveva rubato due valigie, degli oggetti preziosi, circa cento euro e anche dei franchi svizzeri. E’ partita in questo momento, quando erano le 23, la chiamata di emergenza al numero unico per chiedere l’intervento delle volanti della polizia. Ma proprio mentre attendeva il sopraggiungere degli agenti, la coppia in arrivo dalla Svizzera ha ricevuto la segnalazione di un nuovo tentativo di prelievo da uno sportello vicino, presente in stazione, e così è andata a vedere scoprendo chi era il sospettato che è stato poi indicato anche alle volanti.
Ed in effetti l’uomo, Cheniki Abd Nour, un algerino di 31 anni irregolare in Italia, addosso aveva parte della refurtiva (non le due valigie che non sono state ritrovate) e anche le carte con cui stava cercando di prelevare. Gli agenti di polizia l’hanno così fermato, identificato e alla fine arrestato. La segnalazione è stata girata alla procura di Como, che ha disposto per ieri mattina il processo con il rito direttissimo. L’accusa è stata quella di furto aggravato (degli oggetti che si trovavano nell’auto) e anche di indebito utilizzo di carte di credito.
Davanti al giudice, ieri mattina, l’arrestato ha cercato di giustificarsi dicendo che in realtà non aveva rubato nulla, ma aveva solo trovato parte della refurtiva sulle scale che portano al piazzale della stazione di Como San Giovanni. Per questo motivo se ne sarebbe impossessato per poi cercare di prelevare quanto poteva da uno sportello Bancomat. Ma il giudice, al termine dell’udienza, non gli ha creduto ritenendo eccessivamente esiguo – al massimo dieci minuti – il tempo trascorso tra il furto e l’intervento della coppia di svizzeri, e il momento in cui l’algerino è stato sorpreso con le mani nel sacco.
Insomma, al termine del processo la difesa ha scelto di trovare un accordo con la pubblica accusa, arrivando a patteggiare la pena che è stata quantificata in un anno di reclusione con anche 300 euro di multa. Il giudice ha inoltre disposto il divieto di dimora in tutta la provincia di Como.
© RIPRODUZIONE RISERVATA