Yacht Club contro Rapinese: «Accanimento contro di noi»

La polemica Secondo l’associazione c’è un clima di ostilità di chi «vuole denigrarci creando disorientamento»

Como

«Una situazione di straordinario accanimento da parte della Pubblica Amministrazione». Esordisce così la relazione del tesoriere dello Yacht Club Como relativa all’esercizio 2025. Un attacco frontale che denuncia un clima di ostilità alimentato da chi intende «denigrare l’associazione creando disorientamento nella pubblica opinione» attraverso «provvedimenti privi di fondamento giuridico». È in questo clima di trincea che Gioacchino Favara, presidente del sodalizio, rivendica la solidità del club e lancia la sua sfida per il futuro della città. Sul piano interno, Favara respinge con forza le accuse di chi lo vede come un “accentratore” che limita la voce ai soci. La mossa criticata da alcuni è che, con il nuovo regolamento, per contestare il bilancio sia necessario inviare un documento formale fino a cinque giorni prima dell’assemblea. «Io do il bilancio un mese prima, non l’ultimo giorno - replica secco il presidente -. Questa è trasparenza. Abbiamo chiuso un accordo con l’Agenzia delle Entrate per il passato, ottenendo sanzioni ridotte e una rateizzazione che non compromette la nostra liquidità. Chi parla di democrazia tolta vuole solo la polemica, io rispondo con i fatti e con i tecnici: se la domanda è tecnica, la giro al revisore che si prepara per rispondere adeguatamente».

Mentre fuori infuria la battaglia legale (con un ricorso al Tar di 45 pagine appena depositato), l’attività sportiva accelera. La scuola vela è passata da 30 a 110 allievi. «A Como ci sono troppi motoscafi, mettere i bambini di sei anni da soli in barca è diventato pericolosissimo - spiega Favara illustrando il cambio di modello -. Ora usiamo barche collettive con istruttore e marinaio a bordo. Ci spostiamo a Dervio e Cernobbio per la sicurezza, ma senza rinunciare all’agonismo. La vela è uno sport durissimo e costoso: noi sponsorizziamo i talenti, paghiamo trasferte e hotel, non vogliamo caricare le famiglie, vogliamo che la passione sia accessibile».

L’orizzonte di Favara va ormai oltre il molo di viale Puecher. Con una lista civica in gestazione, il presidente delinea una Como diversa: «Il motore non è il turismo, è la cultura. Il mio primo progetto sarà il Museo della Seta in centro, per renderlo il polo più attrattivo d’Europa, seguito dal Museo della Barca per celebrare una storia che dai Romani arriva alla Formula 1».

Il giudizio sull’attuale amministrazione è tranciante: «Oggi mandiamo la gente in funicolare e non sappiamo cosa fargli fare. Como deve tornare capitale partendo dalla sua eccellenza tessile e nautica. Lo Yacht Club deve essere l’asse promotore di uno sviluppo che la città oggi non ha».

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