Yacht Club, il Comune avvia la procedura. Obiettivo: lo sfratto

Il caso L’amministrazione Rapinese punta alla revoca della concessione: già notificati i primi documenti. La replica del circolo tramite una memoria difensiva

Il Comune ha ufficialmente aperto le procedure per la decadenza della concessione della sede dello Yacht Club in viale Puecher. È bene chiarire un punto fondamentale: non siamo ancora alla revoca, ma all’avvio di un iter amministrativo che, dopo le valutazioni, potrebbe portare lo storico club nautico a dover lasciare l’edificio.

Il documento di avvio del procedimento e diffida, inviato al Club dai tecnici di Palazzo Cernezzi, descrive una situazione molto grave, il cuore del problema sta nella profonda differenza tra quello che lo Yacht Club dovrebbe essere e quello che è diventato nei fatti. Come associazione sportiva senza scopo di lucro, il club gode di un privilegio importante: paga un affitto scontato del 50% rispetto ai prezzi di mercato. Questo aiuto pubblico serve a sostenere lo sport, ma l’esame dei bilanci effettuato dal Comune racconta una storia molto diversa. Secondo il documento ufficiale, solo nel 2023 lo Yacht Club ha incassato poco meno di due milioni di euro grazie al commercio di carburante. Il Comune non la considera un’attività di supporto allo sport, ma un vero e proprio business commerciale.

Numeri significativi

A conferma di questa tesi ci sono altri numeri significativi. Le entrate che derivano da attività puramente commerciali, come l’affitto del bar e del ristorante, le sponsorizzazioni e il parcheggio delle barche per i non soci, superano di oltre 500 mila euro tutti gli incassi legati alle attività istituzionali dello sport. In sintesi, Palazzo Cernezzi sostiene che l’attività sportiva sia ormai diventata una parte del tutto minoritaria rispetto al giro d’affari complessivo. Questo cambierebbe le carte in tavola: se l’edificio viene usato principalmente per fare profitto e non per fare sport, lo sconto sull’affitto e la concessione stessa non avrebbero più motivo di esistere secondo le regole stabilite nel contratto firmato nel lontano 2000.

Ma i problemi non sono solo economici. L’amministrazione comunale contesta allo Yacht Club anche l’occupazione abusiva di alcuni spazi e il mancato rispetto degli ordini inviati negli scorsi mesi. Il conto presentato dal Comune per l’utilizzo di aree senza permesso è salato: si parla di circa 66mila euro per l’uso irregolare di un pontile per il carburante, della zona solarium vicino alla piscina, e l’occupazione di spazi sul lago in eccesso rispetto a quanto consentito. Nonostante i termini per pagare siano già scaduti, il Comune segnala che queste somme non sono ancora state versate.

Punto di rottura

Il vero punto di rottura un pontile metallico abusivo. Il presidente dell’associazione, Gioacchino Favara, aveva dichiarato formalmente che quella struttura non veniva più utilizzata già dalla fine di ottobre 2025. Tuttavia, durante i controlli effettuati dalla Polizia locale nei giorni della famosa gara motonautica “Centomiglia del Lario”, gli agenti hanno scoperto una realtà diversa. Diverse fotografie scattate durante l’evento documentano infatti che i motoscafi continuavano ad attraccare regolarmente proprio su quel pontile vietato, violando apertamente le regole comunali. Per il Comune di Como, questo comportamento rappresenta una bugia grave che interrompe ogni rapporto di fiducia.

Nonostante la durezza di queste accuse, lo Yacht Club ha già presentato una memoria difensiva in cui risponde ai rilievi dei tecnici comunali, cercando di evitare lo sfratto e difendendo il proprio diritto a restare nella sede fino alla scadenza del contratto prevista per il 2029.

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