Yacht Club, il Tar congela lo sfratto: la sede resta (almeno) per altri sei mesi

La giustizia amministrativa accoglie la sospensiva richiesta dall’associazione. L’udienza nel merito a novembre

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Como

Lo Yacht Club si garantisce almeno un’altra estate (e un altro autunno) nella sede storica di viale Puecher. Il Tar della Lombardia, infatti, ha accolto la sospensiva chiesta dall’associazione sportiva e ha congelato la determina con la quale il Comune di Como sentenziava la decadenza della concessione dell’immobile più bello e più prestigioso del patrimonio pubblico cittadino.

«Sono sollevato per questa decisione - si limita a commentare il presidente di Yacht Club, Gioacchino Favara - almeno possiamo assicurare ai diportisti e agli operatori che possono fare benzina evitando di andare in giro con le taniche. Anche per i soci che hanno avuto fiducia e hanno rinnovato l’iscrizione. Per il resto rimandiamo a novembre».

Il riferimento temporale è al 24 novembre, giorno in cui è fissata l’udienza per discutere nel merito il ricorso dell’associazione contro lo sfratto deciso dall’amministrazione comunale. Secondo l’ordinanza di sospensiva pubblicata dal Tar, infatti, «la controversia presenta profili di particolare complessità, che richiedono un approfondito esame, che non si addice alla presente fase di trattazione sommaria» della battaglia legale tra Comune e Yacht Club. E che quindi «nel bilanciamento di interessi è opportuno» mantenere integra la realtà attuale «nelle more della definizione della controversia nel merito». Anche perché «sussiste l’esigenza, prospettata» dai legali dell’associazione «di non interrompere l’attività programmata per il periodo estivo».

Insomma: tutto rinviato al prossimo novembre.

Come raccontato nelle precedenti puntate, di una vicenda che affonda le sue radici a più di due anni fa, il Comune ha deciso di sfrattare lo Yacht Club dopo una serie di bilanci che denunciano un’attività commerciale di gran lunga prevalente rispetto a quella sportivo-dilettantistica. Quando, il 30 agosto 2000, venne stipulato il contratto tra Palazzo Cernezzi e l’allora Mila e Circolo della Vela, tra le condizioni legate alla decadenza dello stesso vi era anche il venir meno dell’attività dello statuto, ovvero quella di associazione sportiva dilettantistica.

Anche nel bilancio approvato lo scorso aprile, dopotutto, la voce “proventi commerciali” è decisamente superiore a quella “proventi istituzionali”: 2 milioni di euro i ricavi commerciali del bilancio preventivo, meno di 750mila euro quelli istituzionali. Per contro la voce relativa ai costi per le attività istituzionali di motonautica e vela, ovvero il core business dell’associazione dilettantistica stando al suo statuto, scorrendo il preventivo 2026 è appena lo 0,5% delle uscite dell’associazione (150mila euro contro spese per oltre 3 milioni e 100mila euro).

Ma la questione, come ha sottolineato il Tar, è complessa e ingarbugliata. E allora tutto rinviato a novembre. Con lo Yacht Club, i soci e i tantissimi taxi boat attivi in città che possono tirare un sospiro di sollievo. Almeno per ora.

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