Yacht Club in trincea
«Sfratto del Comune?
Li terremo sulla graticola»

Il presidente Gioacchino Favara e il direttore tecnico Vincenzo Iaconianni rispondono colpo su colpo alle accuse di Palazzo Cernezzi sulla revoca della concessione e delineano un quadro opposto a quello municipale: non un’attività commerciale mascherata, ma un’eccellenza sportiva vittima di un «accanimento senza precedenti»

Como

Non è una semplice disputa amministrativa, è una guerra di trincea. Lo Yacht Club Como rompe il silenzio e risponde colpo su colpo alle accuse di Palazzo Cernezzi sulla revoca della concessione. Il presidente Gioacchino Favara e il direttore tecnico Vincenzo Iaconianni delineano un quadro opposto a quello municipale: non un’attività commerciale mascherata, ma un’eccellenza sportiva vittima di un «accanimento senza precedenti».

Il figlio del presidente «Se sono iscritto a una federazione, sono uno sportivo. Punto», taglia corto Iaconianni. Il club respinge l’accusa di marginalità dell’agonismo: le 70 barche dei soci non sarebbero diportisti della domenica, ma tesserati Fiv impegnati in trofei sociali e regolarità. Sul fronte dei bilanci, Favara chiarisce il nodo dei 2 milioni di euro dal carburante: «I “rosiconi” guardano le entrate, non i margini.

Su quei milioni guadagniamo il 7-8%, appena 40mila euro di utile finale dopo aver pagato stipendi e 150 mila euro di manutenzioni». Anche sulla multa dell’Agenzia delle Entrate da 480 mila euro, il presidente rivendica trasparenza: «Siamo passati da 1,2 milioni a meno della metà dimostrando la correttezza delle spese. Verranno pagati a rate e se queste dovessero superare la concessione del Club sono disposto a farmene carico personalmente».

Il paradosso esplode sulla programmazione 2026. Lo Yacht Club ha ottenuto l’organizzazione del Campionato Mondiale GT 30, ma il Comune non risponderebbe alle Pec. «È paradossale - accusa Iaconianni - ci dicono che non facciamo sport, ma quando portiamo un Mondiale ci ignorano. Entro marzo dobbiamo confermare o pagare 5 mila euro di sanzione alla Federazione. Se il Comune ostacola il primo bacino, la Centomiglia la faremo partire altrove: ci perde solo la città».

Favara affronta le questioni più spinose. Sulle spese legali affidate allo studio dove lavora il figlio: «Ho scelto professionisti di Milano che hanno ci hanno applicato degli sconti. Nessun conflitto, solo risparmio per i soci». Sul pontile abusivo: «È lì dal ’74, ce lo hanno consegnato loro nel 2000, se è abusivo, lo è per colpa loro. Io ho messo i cartelli, ma non sono un vigile: se qualcuno ha attraccato durante la Centomiglia, doveva essere la Polizia Locale a multare invece che stare a scattare fotografie». Avviso al Comune Il clima interno, a sentire la presidenza, è di totale compattezza contro gli ex soci che «non hanno elaborato il lutto dopo essere stati cacciati». La chiusura è una dichiarazione di guerra legale: «Ho un esercito di legali e tecnici pronto. Se il Comune vuole la revoca, li terremo sulla graticola per i prossimi dieci anni con un ricorso al Capo dello Stato. Non cederemo il Club a nessuno».

© RIPRODUZIONE RISERVATA