(Foto di archivio)
Il dibattito Nuovo video del sindaco con la replica ai negozianti che minacciano ricorsi al Tar. «Vi concedo cinque ore, la logistica si adegui: voglio un centro storico bello, vivibile e sicuro»
Lettura 2 min.Le nuove regole della Ztl, che scatteranno non appena la delibera approvata dalla giunta verrà attuata con apposite ordinanze e con l’installazione della segnaletica verticale, hanno provocato uno scontro tra il sindaco Alessandro Rapinese e i vertici di Confcommercio. Questi ultimi, in particolare il presidente Giovanni Ciceri e il numero uno di Federmoda Marco Cassina, hanno contestato l’assoluta mancanza di un confronto e di un dialogo preventivo tra l’amministrazione e la categoria per concordare il provvedimento e denunciato i problemi di approvvigionamento per gli esercizi commerciali che aprono di solito alle 10 a cui rimarrebbe solo un’ora (le consegne si potranno fare nell’unica finestra tra le 6 e le 11) per ricevere la merce. Cassina in particolare ha lamentato il fatto che «i corrieri prima di arrivare in centro vanno al magazzino centrale per il carico e, quindi, in città non arrivano prima delle 10 e non riuscirebbero a effettuare tutte le consegne in un’ora e pertanto i pacchi si andrebbero ad accumulare paralizzando il sistema». Ieri mattina Rapinese ha postato un video di 22 minuti in attacca i due rappresentanti che a loro volta rispediscono tutto al mittente.
Andando con ordine il sindaco ha intitolato la sua presa di posizione “non esistono più i commercianti di una volta” e ha analizzato l’articolo de “La Provincia” di ieri con le proteste dei negozianti. Nessuna marcia indietro, ma anzi ha evidenziato che «la legge è questa». Rapinese nel video dice che «in una certa fascia oraria ci sarà un po’ di caos e poi liberi. Il corriere si programmerà, non vedo perché i magazzini debbano andare al collasso, male che vada la consegna ritarderà di un giorno. I corrieri rispetteranno il centro di Como, non è uno scendiletto. Non penso che il mondo della logistica non possa organizzarsi». Poi sul mancato confronto: «Vi avevo detto che avrei dato una stretta e poi decido io perché il mondo del commercio lo conosco abbastanza bene». E ancora: «Uso modi draconiani? Sì, comunque si fa così. Punto, fine. Gli orari sono larghissimi. E poi dov’è il problema degli orari? Solo il sindaco deve alzarsi alle 6? E poi visto che un dipendente costerà sei, sette, otto, nove euro l’ora...(possono prenderlo per i ritiri, ndr)». Nel merito delle consegne spiega che «se non si organizzano per le 11 un paio di scarpe arriverà il giorno dopo, non è un farmaco salvavita». E chiude: «Una regola va data, per molti è migliorativa. Vi do cinque ore, se bastano bene, altrimenti organizzatevi perché voglio un centro storico bello, vivibile e sicuro. Se qualcosa non va andate al Tar, cambio quella virgola e lo rifaccio uguale».
Ieri è arrivata la risposta del presidente Ciceri: «Con lo stesso affetto ricambio tutte le attestazioni di stima che abbiamo ricevuto. Comunque è proprio vero che non ci sono più i commercianti di una volta perché adesso hanno scoperto che quando ci sono provvedimenti che non condividono, se non si trova un accordo, se ne discuterà nelle competenti sedi (leggi Tar, ndr). Con immutata simpatia». Duro Cassina: «Non è necessario commentare il suo video perché si commenta da solo. Gli consiglierei di dormire un po’ di più, mi sembra ne abbia bisogno perché non gli è chiaro che l’impianto delle consegne non funziona come pensa lui. Fra l’altro il costo di un dipendente non è certo di 6-7 euro l’ora, probabilmente non ne ha mai avuti. Quello che si sta facendo stravolge tutto il sistema di chi opera le consegne. Nessuno vuole 24 ore su 24, ma chiediamo una finestra di un paio d’ore in più, anche non continuativa».
© RIPRODUZIONE RISERVATA