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La manovra I veicoli coinvolti dalla manovra saranno in tutto circa 4,5 milioni. Nell’esenzione sono comprese le autore più diffuse in Italia con potenza inferiore a 80 kw
Lettura 1 min.Roma
Il governo mercoledì 16 settembre ha abolito il bollo su auto alimentate a benzina o gasolio e le ibride di qualsiasi tipologia con potenza fino a 80kw (circa il 70% delle auto circolanti) e su tutte le moto. Nel complesso si prevede che saranno circa 4,5 milioni i veicoli coinvolti, anche se è difficile fare una stima cerca dal momento che lo stesso proprietario può avvalersi della misura una sola volta e dunque chi possiede più di un veicolo - per esempio anche un’auto e una moto - potrà non pagare solo il bollo riferito all’auto con la potenza più bassa. L’agevolazione si applica ai versamenti della tassa con termine tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027.
Il costo della manovra sarà di 2,3 miliardi di euro, tutti a carico dello Stato perché l’onere per le Regioni sarà compensato. Secondo fonti di governo, la norma sarà coperta con “economie del Pnrr”.
Tra i modelli di auto esentati dal bollo ci sono i quindici più venduti in Italia (oltre a tutte le moto e gli scooter): Fiat Pandina, Dacia Sandero, Peugeot 208, Renault Clio, Kia Picanto, Hyundai i10, Lancia Ypsilon, Fiat grande Panda, Jeep Avenger, Citroen C3, Volkswagen Polo, Opel Corsa, Suzuki Swift, Skoda Fabia, Seat Ibiza. Nella fascia di potenza indicata dal governo comunque rientrato quasi tutte le cosiddette “city car”, ovvero auto compatte con dimensioni generalmente inferiori ai 3,80 metri. La potenza dell’auto può essere verificata sulla carta di circolazione: è il valore riportato alla voce P.2. e non dovrà essere superiore a 80kw, circa 109 cavalli.
«Altri parlano di patrimoniale, noi aboliamo la più odiata tassa sulla proprietà», esulta Meloni con il centrodestra. «Una spudorata manovra elettorale», attaccano invece le opposizioni. Il bollo è un tributo regionale legato al solo possesso del veicolo e proprio per questo tra i più disprezzati dai cittadini italiani perché va pagato anche nel caso in cui il veicolo, auto o moto che sia, non venga utilizzato. La sua introduzione risale al 1953 e l’importo da pagare varia in base alla potenza del veicolo.
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