«Hanno iniziato a colpirmi in testa. Una furia: non ho capito più nulla»
L’aggressione di Albate. Parla il giovane picchiato selvaggiamente da un gruppo di minorenni. «Importunavano la mia amica. Il titolare del bar? Ha chiuso a chiave senza chiamare soccorsi»
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«In Pronto soccorso il dottore, un po’ per sdrammatizzare, mi ha detto: “Per fortuna che hai la testa dura”. Ma la verità è che poteva andare molto peggio di così». A parlare è il ragazzo, 26 anni, vittima della brutale aggressione avvenuta nei giorni scorsi lungo la Canturina ad Albate, di fronte al bar pub Lupo. Dove un manipolo di minorenni (una quindicina i presenti, poco meno di una decina i più attivi nel pestaggio) lo hanno brutalmente malmenato per una banale lite.
Dietro la garanzia dell’anonimato, il giovane accetta di raccontare quei minuti da Arancia meccanica. «Avevo finito di lavorare, faccio il cuoco e quindi ho degli orari particolari, ed ero andato al solito bar di Albate per festeggiare il mio compleanno. In realtà una festa a sorpresa che mi hanno fatto i miei amici - ricorda - dopo la mezzanotte loro sono andati a casa e io, con una mia amica, siamo andati nel bar dove sono stato aggredito perché sapevamo che è aperto fino a tardi. Ci siamo detti: “un’ultima birra”». I due amici si siedono ai tavolini all’esterno del locale: «C’era un ragazzo che continuava a rompere le scatole alla mia amica, dicendole “stai zitta... non parlare”. Era chiaramente ubriaco. Lei alla lunga si è spazientita e gli ha risposto: “Hai rotto, ma come ti permetti?”. Questo allora si avvicina e fa il gesto di darle una sberla e la mia amica l’ha spintonato via». A quel punto la situazione inizia a degenerare.
«Gli altri, una quindicina di giovanissimi, si sono avvicinati, alcuni sono venuti a muso duro, per provocarmi. Io ho cercato di stare calmo. Ma a un certo punto uno prende la stampella e mi dà due stampellate in testa. Io a quel punto reagisco e lo spingo via». È l’inizio della fine.
«Un gruppetto, credo di otto persone, mi è venuto contro. Hanno usato quattro stampelle per colpirmi in testa. E a quel punto io non ho più capito nulla». Esiste un video, dell’accaduto, dove si notano un paio di particolari. Il primo: la furia con cui il gruppetto colpisce a calci pugni e stampellate la giovane vittima. Il secondo: «Si vede chiaramente il proprietario del bar che chiude a chiave, senza intervenire e senza chiamare soccorsi». A contattare il 112 ci pensa un residente: «Un signore, sceso con il cane. Nell’attesa dell’ambulanza mi ha dato dell’acqua, mi ha fatto riprendere». Gli aggressori si sono dileguati, ma alcuni di loro sono stati intercettati e identificati dai Carabinieri nelle ore e nei giorni successivi.
«In pronto soccorso: all’inizio sospettavano la frattura della mascella, che per fortuna non c’era. Sicuro ho una frattura all’orbita dove si appoggia l’occhio. E infatti continuo a vedere sfocato dall’occhio sinistro. Per questo ora dovrò sottopormi ad accertamenti con l’oculista e con il medico del maxillofacciale». C’è la possibilità che si debba far operare: «Se si scopre che è cambiato l’allineamento tra i due occhi, mi hanno detto, dovrò fare un’operazione».
E gli aggressori? «Li avevo visti qualche volta sempre in quel bar. Un paio di settimane fa c’era gente che spaccava bottiglie, lanciava cose in mezzo alla strada e credo siano sempre quelli. Vengono da fuori. Dopotutto ad Albate ci conosciamo tutti e questi non sono di Albate». Il giovane ora ha affidato all’avvocato Ilvo Tolu il compito di presentare denunce ed esposti. La vicenda, dal punto di vista giudiziario, non finisce qui.
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