Addio Fabrizio Plessi, a Como le ultime “convivenze impossibili” dell’artista
Lutto Pioniere della videoarte e di un uso creativo della tecnologia, è morto oggi a 86 anni. Al Broletto nel 2024 la memorabile installazione “TuttoPlessi”
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È morto a 86 anni Fabrizio Plessi, pioniere della videoarte italiana e artista di fama internazionale. Nato a Reggio Emilia nel 1940 e veneziano d’adozione, in oltre sei decenni ha costruito una ricerca che unisce elementi primordiali – acqua, fuoco, lava, fumo, oro – e tecnologie. Presente 14 volte alla Biennale di Venezia, aveva esposto nei maggiori musei e spazi internazionali, facendo della contaminazione fra naturale ed elettronico la propria cifra. Per Como, però, il ricordo dell’artista ha una ragione particolare. Nel 2024 il Broletto ospitò “TuttoPlessi”, la grande mostra personale concepita per celebrare i sessant’anni della sua carriera e realizzata da Fondazione Como Arte.
Demiurgo degli elementi
Un progetto studiato appositamente per lo spazio comasco, che oggi assume il valore di uno degli ultimi grandi capitoli della sua vicenda espositiva. Nel Broletto, Plessi sembrava un demiurgo al centro dell’azione: fiamme, lava, fulmini, fumo, acqua e oro apparivano e si trasformavano, governati da immagini e suoni. «È una messa in scena barocca» , spiegava, fondata sulle «convivenze impossibili» fra elementi ancestrali e tecnologie contemporanee. Era questa la scommessa che aveva guidato tutta la sua carriera. Quando Plessi cominciò a utilizzare il video, alla fine degli anni Sessanta, quel mezzo non era ancora un linguaggio artistico riconosciuto.
Lui vi aveva visto la possibilità di dare forma al movimento: «Ero l’unico a credere nelle tecnologie – ricordava – l’arte non deve essere ferma». Anche a Como il video era soltanto uno degli strumenti di una costruzione più ampia. Il Broletto diventava uno spazio nel quale entrare e perdersi, immersi nel buio e progressivamente conquistati dalle immagini. «È una messa in scena molto teatrale – diceva – Il Broletto diventa una specie di sfera nella quale entrare ritrovandosi in un mondo a parte». Un mondo nel quale la tecnologia conduceva verso l’arcaico: «Più l’immagine è tecnologica, più andiamo verso il primordiale».
Fuoco, acqua e oro nati dal nulla
“TuttoPlessi” sintetizzava sei decenni di ricerca, dalle prime sperimentazioni della videoarte alle monumentali installazioni internazionali, mettendo in dialogo passato e futuro, materia e immagine. La struttura medioevale diventava così il luogo perfetto per quella “convivenza impossibile” che Plessi aveva inseguito per tutta la vita. A Como Plessi aveva celebrato il proprio percorso guardando avanti, con la curiosità di sempre. Restano le immagini di acqua, fuoco e oro che sembravano nascere dal nulla e la lezione di un artista che non ha mai usato la tecnologia come fine, ma come mezzo per interrogare materia, movimento e natura: per continuare a trasformare il mondo in visione.
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