Alla tavola dei campioni. Una dieta per ogni sport
Dietro i grandi risultati. Un attaccante del Como, una campionessa di sci e uno specialista di ultra trail. Quali sono i segreti della loro alimentazione? Il “gastrosofo” è andato a scoprirli
Lo confesso, come sostiene il mio amico Roberto, sono anch’io un “tifoso opportunista”. Ho iniziato a gridare “Forza Como” quando, già in buona posizione, era ancora in serie B. Gli altri, i “tifosi veraci”, hanno sofferto dal paradiso agli inferi per poi riguadagnare l’estasi con umiltà, pazienza e altrettanta passione, sia nel senso del patire che del godere. Alla fine, tutti premiati. Lui, l’Ambro ma anche il Gianni Canova, sono tra quelli. Quindi oggi, per sdebitarmi del mio “opportunismo” e in onore dei successi del Calcio Como, mi domando: cosa si nasconde nelle cucine di cotanti risultati? E in particolare, quanto mangia, come si nutre, cosa è vietato a un grande sportivo?
Interessante esaminarne alcuni casi, in particolare se differenti tra loro per tipo di attività, durata dello sforzo e tipologia di preparazione. Avviciniamoci quindi agli sportivi, professionisti e non, giovani e meno giovani, uomini e donne per valutare quale potrebbe essere il modo migliore per mantenersi in forma e affrontare l’atto finale: la gara. Le categorie scelte saranno tre: un calciatore di Serie A, inutile dire di quale squadra, una sciatrice della Nazionale Femminile di sci Alpino a noi molto vicina per diversi motivi, un passionale quarantacinquenne dell’Ultra Trail, competizioni massacranti.
Grandi differenze
Si voglia ben capire quanto grandi possano essere le differenze e altrettanto le indiscrezioni per sapere cosa mangiano e come si preparano dal punto di vista nutrizionale un Tasos Douvikas, la nostra quasi conterranea Elena Curtoni e un professore di Odontoiatria dell’Università di Torino, Nicola Scotti, il quale, oltre a svolgere a livelli di eccellenza la propria professione di didatta, clinico e ricercatore, impegna il suo scarso tempo libero preparandosi a dover portare a termine due Ultra Trail ogni anno. E la famiglia? Lo segue e gli fa il tifo.
Iniziamo da lui, giovane ma non più giovanissimo, si allena da cinque anni, un regime dietetico bilanciato tra carbo e proteine costruito su cinque pasti giornalieri: due spuntini e tre macro pasti, no zuccheri, associati a cinque uscite a settimana con corse brevi e intense e due sedute di palestra. Avvicinandosi alla gara, corse più leggere ma più lunghe fino a cinque/sei ore per arrivare a dieci ore di corsa continua. Prima dell’allenamento lungo, pieno di carboidrati, terminato lo sforzo, vai con le proteine per ristrutturare i muscoli. E poi allenamento alimentare: il fisico deve abituarsi ad assumere benzina anche per 30 ore di fila. In gara? Cose da pazzi, 70/80 gr ora di carbo tramite liquidi, gel e solidi in barretta. Ogni ora di corsa, tre gel ma attenzione all’intestino, anche lui dovrà essere allenato, non ci si può permettere distrazioni: lo tsunami è dietro l’angolo e solo con precisi e stretti calcoli matematici lo si previene. Carbo, carbo, carbo fino all’ultimo minuto di corsa, altrimenti ti spegni. Alimentazione notturna? Quando si corre per trenta ore di fila, ci deve essere preparazione anche per quella. Nei trenta giorni pre gara? Zero alcol. Modificherebbe concentrazione salina, sudorazione, bilanciamento idrico, tradotto: pericolo crampi. Insomma, devi essere un computer oltre che un atleta. Dopo gara? Appena finito lo sforzo lo stomaco è chiuso, il carico continuo dei carbo pesa come aver mangiato dieci piatti di pasta. Trascorse 5 ore arriva la fame, si può riaprire il frigorifero e per il piemontese c’è l’imbarazzo della scelta.
Poche le differenze per una atleta professionista dello Sci Alpino dove il regime alimentare viene regolato da un attento bilanciamento tra carboidrati e proteine interrotto da alcune finestre di libertà dettate anche da altrettante golosità facilmente smaltibili sia per l’età dell’atleta che per l’impegno circadiano non così estremo come per i corridori di gare endurance. Elena Curtoni, cresciuta in Val Gerola, non sottace il suo amore per i formaggi di alpeggio e in particolare per lo Storico Ribelle, un bitto dalle mille qualità gustative e, possiamo dirlo, realmente gastrosofico. Domando: Elena, prima della discesa? «Pane e marmellata, due uova, frutta, una bella tazza di the...» Diciamo un po’ come noi prima di prendere la prima funivia del mattino. Allenamento, bilanciamento alimentare, muscoli e testa: sta qui la differenza. Certo, non proprio come noi. Piatto preferito? Storico Ribelle e polenta taragna. E vai!
Il nutrizionista del Como
Il Calcio Como con i suoi Gladiatori ha la fortuna di essere diretto, oltre che da Fabregas, dal proprio Biologo Nutrizionista Sportivo. Nello specifico: Andrea Goddi, un vero numero 1. Li tiene tutti a bacchetta. Prima colazione come per Elena Curtoni. Pasti principali per tutta la settimana, una danza di equilibri carbo proteici con aggiunta di verdure, zuppe e legumi. Svaghi, pochissimi. Se vincono come premio c’è una bella tagliatella al ragù, il piatto preferito da Nico Paz, Assan Diao e Jesus Rodriguez. Non per Tasos Douvikas, «il calciatore più evoluto e attento del CalcioComo dal punto di vista nutrizionale», parole di CarloAlberto Ludi. Pre match? Tre ore prima, carico glucidico con 130 gr di pasta o riso o un bel toast con tacchino o prosciutto cotto, acqua. Post partita: reintegro con sushi, addirittura pizza - sempre molto amata - e ci può stare un 33cc di birra biologica. Reidrata ed è ricca di magnesio, potassio, calcio e mette gioia. Solo quella, nient’altro. Altro alcool? Come l’Ultra Trail di Torino: mai!
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