Battelli superstar: dal lago di Como ai film

Piroscafi lariani protagonisti al cinema dai tempi dei Lumière. Il “Concordia” il più fotogenico

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Il cinema è movimento. È questa una delle prime, e sconvolgenti, novità che ha portato rispetto alle altre arti “statiche”. Celebre è “L’arrivo di un treno alla stazione di La Ciotat”, uno dei primi cortometraggi di 50 secondi girati dai fratelli Lumière alla fine del 1895. Anche gli operatori sguinzagliati dagli inventori del cinematografo nelle più importanti città europee, a partire dall’anno successivo, non persero l’occasione di filmare i mezzi di trasporto caratteristici delle diverse località: il tram a Milano, per esempio, e, naturalmente, i piroscafi a vapore sul Lago di Como.

Da centotrent’anni i battelli lariani sono protagonisti nel cinema. Risultano essere almeno tre i filmati, girati tra il 1896 e il 1898 e conservati alla Cineteca di Milano, che gli operatori di Casa Lumière hanno realizzato a bordo della flotta della navigazione. “Panorama dal traghetto Lombardia” mostra riprese del primo bacino del Lario, con la riconoscibilissima diga foranea, e della Tremezzina, con Villa Monastero in primo piano e il Sacro Monte di Ossuccio sullo sfondo. Sempre il Sacro Monte di Ossuccio fa da quinta a “Lago di Como: danze a bordo”, in cui si trovano al centro della scena due donne intente a ballare su un battello. Il terzo “corto” immortala vari punti delle rive viste dal lago, tra cui i cantieri nautici di Laglio oggi trasformati in locanda.

Se il “Concordia”, unico piroscafo a vapore ancora in servizio sul Lago di Como, è stato di gran lunga il battello preferito dai registi, prima di raccontare i suoi successi, è giusto dedicare qualche riga al “Milano”. Sì, perché tutti, o quasi, pensano che il “Concordia” sia il decano della flotta lariana, essendo ancora sospinto dalla forza del vapore, seppure con una caldaia più moderna di quella originale, invece il primato spetta al “Milano”, in acqua dal lontano 1904. Sebbene abbia subito una sostituzione del motore nel 1926, diventando da allora una motonave, la livrea è ancora quella elegante del suo debutto. Non a caso è stato utilizzato per un film ambientato nella Belle Époque, “Madame Solario” (2012) di René Féret. Seduta su una delle sue graziose panchine di legno, la protagonista, interpretata da Marie Féret, usa il “Milano” per spostarsi dall’hotel dove alloggia, il Bellevue di Cadenabbia, che nella realtà è Villa Monastero a Varenna, con interni girati in un club privato di Parigi. Siamo nel settembre del 1906.

È invece il mese di Maggio del 1937, quando Miss Bentley (Vanessa Redgrave), ritorna per “Un mese al lago”, titolo del film diretto da John Irvin nel 1995. L’hotel che la ospita è Villa del Balbianello, con scene di interni girate anche a Villa Sola Cabiati di Tremezzo e Villa Olmo a Como. Tra i protagonisti un maggiore britannico (Edward Fox), di cui Miss Bentley si invaghisce coinvolgendolo in una commedia della gelosia, che vede come “rivale” la giovane americana Miss Beaumont (Uma Thurman). Testimone e messaggero d’amore è la padrona dell’hotel, Mrs. Fascioli (Alida Valli, al suo ultimo ritorno sul Lago di Como). In una scena la comitiva di vacanzieri si imbarca sul “Concordia”, al molo filologicamente corretto di Cernobbio (la struttura in stile Liberty è presente dal 1906) per raggiungere Bellagio.

Altre pellicole, a cui il “Concordia” ha aggiunto un tocco di classe e autenticità, le trovate elencate nella galleria fotografica a lato. Qui merita di essere ricordato un terzo piroscafo da film, il “Plinio”, quello su cui David Niven approda a Menaggio ne “L’idolo” (1954) di Charles Crichton. Se la commedia finisce bene, con il protagonista che riesce a sposare la ragazza di cui si è innamorato sul Lago di Como, non altrettanto si può dire per il piroscafo. Terzo della flotta lariana a portare il nome dell’enciclopedista morto sotto i lapilli del Vesuvio, il Plinio venne varato nella primavera del 1903 e posto in disarmo sessant’anni dopo. Da allora è stato utilizzato con funzioni ristorative prima a Colico e poi a Verceia, sul lago di Mezzola, dove è misteriosamente affondato l’8 dicembre del 2010, diventando un’attrazione per i sub.

È andata anche peggio al “Baradello”, piroscafo varato nel 1908 e utilizzato nel 1937 da Mario Mattoli per una scena del film “Felicita Colombo” (due sposini di ritorno dal viaggio di nozze, figli dei protagonisti, vi approdano all’imbarcadero di Bellagio): il battello è stato affondato una prima volta ad Abbadia Lariana dai cacciabombardieri Alleati il 25 gennaio del ’45, e una seconda a Como ad opera di ignoti, rei di avere aperto le valvole del sistema di raffreddamento, il 16 ottobre del ’96. Nel 2000 la definitiva demolizione, dopo due ripescaggi dal fondo del lago. Meriterebbe un film.

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