“Edipo infranto”, la nuova produzione dell’Accademia dei Trasformati

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Como

«Questo spettacolo è come sbirciare dal buco della serratura per scoprire la fase creativa e come funziona davvero il pensiero di un regista e di un’attrice». Con queste parole Erika Renai presenta “Edipo infranto”, la nuova produzione dell’Accademia dei Trasformati che debutta venerdì, con repliche sabato e domenica, aprendo ufficialmente la stagione. Il lavoro, scritto da Jacopo Boschini e Massimo Gnocchi, sceglie di allontanarsi dai canoni della classica tragedia greca per puntare sull’infodrama, “un linguaggio teatrale pensato proprio per intrecciare drammaturgia, ironia e ragionamento”.

In scena, Jacopo Boschini ed Erika Renai interpretano proprio un regista e un’attrice che discutono su come meglio interpretare un personaggio, trasformando una normale prova teatrale in un racconto aperto al pubblico. Al centro della vicenda c’è la figura di Giocasta, madre e moglie di Edipo, colta in quell’istante drammatico in cui comprende l’orribile verità dei fatti prima di togliersi la vita. «Il singolo pezzettino di ricordo per Giocasta è bello, ma nel momento in cui lo deve inserire nel quadro complessivo della storia diventa orrorifico», spiega Renai parlando del lavoro svolto sul personaggio, diviso tra la dolcezza delle memorie passate e l’atroce realtà.

Lo spettacolo sfrutta questo nodo per toccare un tema universale ed estremamente attuale: «Distinguiamo tra reale e realtà: il reale è ciò che accade, i fatti, mentre la realtà è come noi lo interpretiamo; oggi la società spesso sta male perché ognuno difende la propria versione dei fatti e ignora il reale. Il nostro obiettivo è dare al pubblico gli strumenti per arrivare a un livello più profondo, unendo pensiero ed emozione senza fare prediche», chiarisce il regista. L’allestimento visivo punta sulla forza delle videoscenografie firmate da OLO creative farm, pensate per dialogare con gli attori mostrando la mente e i flashback della protagonista, a cui si affiancano i costumi e la scenografia essenziale, ma efficace, di Mikela Pelivani e le musiche composte da Marco Bianchi. A fare da cornice all’evento è il Teatro dell’Accademia dei Trasformati, uno spazio intimo e raccolto, ideale per creare un ambiente in cui pubblico e attori possono realmente entrare in sintonia. “È un inno a quanto fa bene andare a teatro”, conclude Renai, invitando la città a un appuntamento che promette di far riflettere attraverso il fascino del dietro le quinte e una storia accattivante.

L’Accademia dei Trasformati è il teatro più piccolo di Como, situato in via Pastrengo 15 ed è un vivace polo culturale nato da un progetto della cooperativa sociale AttivaMente.

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