Fortezza di pagine: la capitale del libro da oggi è Rabat
Riconoscimenti Scelta come le precedenti 26 dall’Unesco, assume il titolo dalla Giornata mondiale del libro che cade proprio oggi. La città marocchina è stata premiata per l’impegno nel promuovere l’istruzione e la lettura
Rio de Janeiro consegna il testimone a Rabat che per 365 giorni sarà la nuova capitale mondiale del Libro.
Il passaggio avviene proprio oggi in occasione della Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore, istituita dall’Unesco perché «il libro e la lettura rappresentano un mezzo di approfondimento e di conoscenza, sono strumento di informazione e di apprendimento culturale».
Una data scelta non a caso: il 23 aprile del 1616 scomparvero tre grandi autori, il “Bardo” (William Shakespeare), il creatore di Don Chisciotte (Miguel de Cervantes) e lo scrittore e storico peruviano di “Commentari reali degli Inca” (Inca Garcilaso de la Vega).
Un fiorente settore editoriale
«Rabat è un crocevia culturale dove i libri contribuiscono a trasmettere la conoscenza e le arti in tutta la loro diversità. Il fiorente settore editoriale locale svolge inoltre un ruolo cruciale nella promozione dell’istruzione» ha sottolineato Audrey Azoulay, direttrice generale dell’Unesco, motivando la designazione della capitale marocchina «per il suo forte impegno nella promozione della lettura, dell’istruzione e della cultura». L’Unesco e il comitato consultivo della capitale mondiale del libro, composto da rappresentanti della federazione europea e internazionale dei librai, del forum internazionale degli autori, della federazione internazionale delle associazioni bibliotecarie e dell’associazione internazionale degli editori, hanno scelto la capitale marocchina «per il suo chiaro interesse nello sviluppo letterario, nell’emancipazione delle donne e dei giovani attraverso la lettura e nella lotta contro l’analfabetismo, soprattutto tra le comunità svantaggiate».
Rabat in arabo significa “fortezza”, l’insediamento è stato ufficialmente fondato nel 1150 dal sovrano Abd al-Mu’min appartenente al movimento religioso berbero almohade. Registra 580mila abitanti all’interno del comune urbano, mentre la sua area metropolitana, estesa alle vicine città di Salé e Temara, supera i due milioni di persone. Affacciata sull’Oceano Atlantico alla foce del fiume Bou Regreg, è una delle quattro città imperiali marocchine con Fès, Marrakech e Meknès.
Si distingue per una significativa industria editoriale con 54 case editrici e un’interessante scena culturale. Ospita il Salon International de l’Édition et du Livre (Siel), la terza fiera internazionale del libro più grande d’Africa e un numero crescente di librerie. Tra queste la Librairie Kalila Wa Dimna (344 Avenue Mohamed V), una delle più storiche della capitale, aperta nel 1948 con una facciata tradizionale e scaffali stipati di pubblicazioni in arabo, francese, inglese e spagnolo. Altra tappa obbligata per chi ama le librerie con carattere è la Librairie Basta (5 Place Othmane Ibn Affane) fondata nel 1961 con scaffali antichi carichi di volumi. Place Bab El Had è invece una piazza della medina dove tra vicoli bianchi e blu è possibile perdersi tra libri vintage e di seconda mano.
Una delle immagini di Rabat più condivise sui social, è quella che ritrae al 108 di Avenue Mohamed V, il libraio Mohamed Aziz che dal 1967 passa le sue giornate leggendo seduto sui gradini della sua libreria, una stanza traboccante di volumi. Una vera istituzione.
I librai della Medina
Mehdi Bensaid, ministro della Gioventù, della Cultura e della Comunicazione del Marocco, ha sottolineato il significato simbolico e strategico del riconoscimento Unesco, definendolo una «proclamazione del trionfo della conoscenza» che colloca Rabat in un contesto dinamico in cui la cultura diventa un diritto accessibile a tutti.
Il ministro ha reso omaggio agli «eroi sconosciuti del mondo del libro», in particolare ai librai della medina «veri e propri divulgatori di conoscenza che hanno contribuito a radicare la lettura nella vita quotidiana dei cittadini». In qualità di Capitale Mondiale del Libro per il 2026, Rabat darà vita a 342 iniziative articolate attorno a 12 temi, che spaziano dallo sviluppo letterario all’emancipazione sociale, dall’innovazione editoriale fino all’accesso universale alla lettura. Il programma includerà workshop, festival letterari e un’importante campagna dedicata al rafforzamento dell’alfabetizzazione.
Il progetto si fonda su quattro pilastri strategici: sviluppo editoriale, inclusione, mediazione culturale e partnership, con l’obiettivo di portare i libri oltre i contesti tradizionali. Le attività raggiungeranno infatti la popolazione nei luoghi della vita quotidiana e della cura, come piazze, mezzi pubblici, ospedali e orfanotrofi, anche attraverso la creazione di biblioteche urbane e programmi rivolti ai giovani. L’idea complessiva è quella di modernizzare il settore e consolidare, nel lungo periodo, un ecosistema culturale sostenibile, inclusivo e realmente accessibile a tutti.
Il via ufficiale, come dicevamo, è oggi e il primo grande evento in agenda è la 31esima Fiera Internazionale del Libro e dell’Editoria (Siel), che si terrà in città dal primo al 10 maggio. Previsti 890 espositori (320 diretti, 570 indiretti) da 60 Paesi, oltre 130mila titoli, 204 eventi culturali e la presenza di 720 pensatori e creatori. La Francia sarà l’ospite d’onore con pavillon France coordinato dall’Institut francais du Maroc. Non mancherà un focus sulla letteratura di viaggio e un omaggio a Ibn Battuta uno dei più grandi esploratori e viaggiatori della storia. Nato nel 1304 a Tangeri, è spesso definito il “Marco Polo arabo” per i suoi viaggi epici, che coprirono circa 120mila km in 30 anni, visitando oltre 40 paesi tra Africa, Asia e Medio Oriente.
Scrigni di saggezza
Rabat è la ventiseiesima realtà a fregiarsi del titolo di Capitale Mondiale del Libro, preceduta dalla già citata Rio de Janeiro (2025), Strasburgo (2024), Accra (2023), Guadalajara (2022), Tbilisi (2021), Kuala Lumpur (2020), Sharjah (2019), Atene (2018), Conakry (2017), Breslavia (2016), Incheon (2015), Port Harcourt (2014), Bangkok (2013), Erevan (2012), Buenos Aires (2011), Lubiana (2010), Beirut (2009), Amsterdam (2008), Bogotà (2007), Torino (2006), Montréal (2005), Anversa (2004), Nuova Delhi (2003), Alessandria (2002) e Madrid (2001). Nel 2027 toccherà a Medellín in Colombia.
Perché è importante la giornata del libro e la designazione di una città come capitale del libro? L’Unesco in una nota pubblicata sul sito ufficiale afferma: «I libri e la narrazione sono un patrimonio dell’umanità. Sono strumenti potenti per il pensiero critico, la riflessione e l’emancipazione. Questo scrigno di saggezza e narrazioni umane accresce la consapevolezza del patrimonio e della diversità culturale, creando così un ponte tra epoche e culture diverse. Situata all’incrocio tra cultura ed educazione, la lettura è un diritto fondamentale che tutti dovrebbero godere appieno».
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