Caso Corridoni: «Non è il Como a chiedere che la scuola venga abbattuta, parola di Suwarso». Ma il club nega: «Il presidente fermato per strada»
Scuole La dichiarazione di Simone Molteni, presidente del consiglio d’istituto Como Borgovico, su Espansione Tv dopo un incontro con il presidente del Comoè stata smentita da una nota ufficiale della società
Como
Il presidente del consiglio d’istituto Como Borgovico, di cui fa parte la scuola primaria Corridoni, Simone Molteni, ha dichiarato ieri su Espansione Tv che il presidente stesso del Como, Mirwan Suwarso, gli ha riferito che il club non ha mai richiesto al Comune di abbattere l’edificio per costruire lì un autosilo al servizio dello stadio. «Il presidente Mirwan Suwarso mi ha assicurato che nel progetto del nuovo stadio non c’è la necessità e non sono loro a richiedere che la Corridoni diventi un parcheggio per lo stadio. Mi ha autorizzato a dirlo ai genitori, quindi lo dico» ha detto Molteni a Etv.
Una versione dei fatti smentita però dalla società che sul sito ufficiale del Como 1907 ha pubblicato una breve nota in cui specifica che «il presidente Mirwan Suwarso è stato avvicinato spontaneamente mentre camminava per strada a Como» e che nell’occasione il presidente del club ha dichiarato la volontà di non prendere parte a «qualsiasi discussione relativa a questioni comunali o dibattiti cittadini in corso». Nella nota si ribadisce inoltre che la società non intende prendere parte a decisioni relative alle infrastrutture pubbliche e alla pianificazione urbana della città rimettendosi «interamente alle decisioni dell’amministrazione comunale e delle autorità locali e nazionali competenti». Insomma, dallo scambio intercorso tra Suwarso e Molteni per le strade di Como il club specifica che non si deve trarre alcuna conclusione sulle posizioni della società «in merito a specifiche questioni urbanistiche».
Sul tema erano tornati nelle ultime ore anche il segretario cittadino del Pd Daniele Valsecchi e il referente per le scuole Francesco Finizio, accusando la giunta di aver preso «una scelta politica unilaterale, ostinata e profondamente sbagliata di questa amministrazione» e tornando a proporre la soluzione alternativa della costruzione di un autosilo per lo stadio nell’area ex Stecav.
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