Il ritorno del Gruffalò e la magia dei nonni

Libri Emme Edizioni pubblica il nuovo capitolo di una delle storie più amate dai bimbi vent’anni dopo l’ultima uscita. L’autrice, Julia Donaldson, questa volta esplora il rapporto sempre ricco di stupore che lega gli anziani ai loro nipoti

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Tu aspettati qualcosa di molto prevedibile dai nonni, sforzati di fargli regali straordinari per la loro festa, che si celebra proprio oggi, 2 ottobre, e loro ti stupiranno comportandosi in modi assolutamente inattesi e facendo loro, a te, una sorpresa che nemmeno avevi osato immaginare.

Che possa succedere proprio così, lo conferma nonna Gruffalò che irrompe nel bosco frondoso, teatro delle avventure del figlio e della nipote, rendendo omaggio nientemeno che a Sherazade de “Le mille e una notte”.

Julia Donaldson, in coppia con Axel Scheffler, per Emme edizioni è infatti tornata in Italia dopo anni di attesa vissuta dai piccoli lettori, e non solo da loro, fan delle vicende del personaggio peloso e divertente. Il rientro in libreria della scrittrice, a settembre, è stato in grande stile con un personaggio, nonna Gruffalò, capace di grande ironia e di colpi di scena che lasciano attoniti figlio e nipote.

Tradotta in più di 100 lingue

La scrittrice britannica fa centro anche questa volta con il suo “Nonna Gruffalò” (Emme Edizioni - marchio di Edizioni EL), forte della ricetta del primo Gruffalò e dei titoli seguenti che le hanno fruttato traduzioni in più di 100 lingue e vendite da capogiro collezionati grazie alla collaborazione con l’illustratore Scheffler.

“Nonna Gruffalò” è la terza storia del Gruffalò dopo la pubblicazione di quelli che sono stati battezzati “classici moderni”, di successo mondiale, “Il Gruffalò” (1999) e “Gruffalò e la sua piccolina” (2004): 18,2 milioni di copie vendute, traduzioni in 116 lingue e dialetti.

Testi in rima, quelli della nuova avventura con nonna Gruffalò protagonista, colori straordinari a rendere vivi i personaggi del bosco, tra draghetti, topi e altri animali, Julia Donaldson è riuscita ancora una volta a tenere legato il lettore a una storia che ha un finale inimmaginabile.

Che sia questa la ricetta di tanto successo che non solo questo nuovo titolo ma anche i precedenti hanno avuto? Rispondere con sicurezza è impossibile, ma è certo che le storie dell’autrice londinese non sono mai prevedibili e “saltellano” sempre, nel senso che mantengono un ritmo narrativo che privilegia l’allegria e una suspence per il finale che non preoccupa mai. In una parola, i Gruffalò sono sempre rassicuranti e sorprendenti, per questo piacciono. Sono nati per i più piccoli, per lettori che ancora non leggono, ma da anni fanno breccia nei cuori senza età.La stessa Donaldson ha dichiarato il mese scorso all’editore italiano: «Scrivere un seguito è sempre una sfida. Sono trascorsi cinque anni tra la pubblicazione de “Il Gruffalò” e quella del “Gruffalò e la sua piccolina”, e ne saranno passati più di venti tra quella del “Gruffalò e la sua piccolina” e il terzo libro in uscita. In realtà, avevo avuto una prima idea per questa storia molto tempo fa, ma non riuscivo a pensare a come svilupparla. Solo quando la National Literacy Trust, il cui lavoro mi ha molto colpita, ha utilizzato i nostri primi due libri nell’ambito del suo programma Early Words Matter (attività di sostegno per famiglie e bambini, nda), mi sono convinta a tirare fuori la mia idea dal cassetto e a vedere se potevo trasformarla in una storia davvero soddisfacente. Con mia sorpresa, ci sono riuscita! Sono stata ovviamente felicissima quando Axel è salito a bordo del progetto e lo sono ancora di più ora che ho visto gli schizzi bellissimi che ha realizzato per il nuovo libro. Spero davvero che i bambini e anche gli adulti lo apprezzino, cosicché la lettura condivisa possa essere una meravigliosa esperienza”.

Sherazade, un topo e una zuppa

Ma Sherazade cui si accennava poco sopra, cosa c’entra con la storia di nonna Gruffalò? Tanto, visto che il Gruffalò e sua figlia si troveranno a dover fare i conti con un topolino furbissimo, animale a cui Donaldson è affezionata, che forse ha letto “Le mille e una notte”.

Il piccolo animale, scelto come ingrediente principe di una zuppa cucinata con amore per la nonna in arrivo, sarà in grado di ingannare i cuochi che lo vogliono trasformare in leccornia e lo farà in un modo speciale, al punto che, alla fine, la nonna stessa sarà protagonista di una scelta particolare in un finale che lascerà il lettore sorpreso.

Nella “Nonna Gruffalò” viene mantenuta anche la musicalità tipica dei libri della Donaldson che hanno per protagonista il mostriciattolo peloso, ma mai spaventoso, una armonia del testo garantita dalla rima che culla il lettore fino all’ultima pagina.

Ciò che piace è anche questa caratteristica, che si presta pure alla lettura ad alta voce delle storie del Gruffalò, soprattutto per i più piccoli. La rima è sempre rassicurante e lo è anche l’indugiare sui dettagli delle illustrazioni che smontano ciò che, se non spiegato in modo giocoso, potrebbe anche sembrare pauroso.

Come ogni buon rapporto nonni-nipoti, anche “Nonna Gruffalò” riserva una sorpresa alla nipotina, un regalo proprio mentre quest’ultima pensava di aver fatto lei una sorpresa alla nonna offrendole un pasto gustosissimo, quanto dal risultato inatteso. Perché si sa: sforzati di fare regali straordinari ai nonni per la loro festa e loro ti stupiranno facendo a te regali meravigliosi. A partire dal loro affetto smisurato.

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