La tempesta che da Como arriva a Ischia. Un film teatrale nato durante il lockdown

Il progetto Il palcoscenico dell’isola ospita un gruppo di nobili in viaggio sorpresi dalla bufera. Racconto shakesperiano interpretato dagli attori lariani Jasmine Monti e Stefano Annoni

Da oggi al 29 aprile lo Spazio di via Tertulliano 68 a Milano ospita “La tempesta”, film di Giuseppe Scordio prodotto da iBeHuman e dallo stesso teatro milanese, con la co-regia di Attilio Tamburini. L’opera rilegge l’ultimo capolavoro di Shakespeare muovendosi su un confine volutamente incerto tra linguaggio cinematografico e dimensione teatrale, in una forma ibrida che punta a restituire l’attualità del testo senza vincoli illustrativi.

Linguaggio tra scena e schermo

Nel cast figurano anche due interpreti comaschi: Jasmine Monti, nei panni di Miranda, e Stefano Annoni, nel ruolo di Ferdinando.

Il progetto nasce durante il lockdown, quando la chiusura dei luoghi di spettacolo impone una riflessione profonda sul senso stesso del fare arte. In questo scenario sospeso prende forma un lavoro che diventa gesto di resistenza creativa: l’isola di Ischia, scelta come ambientazione, si trasforma in un palcoscenico naturale e simbolico, spazio di isolamento ma anche di rinascita, dove la natura torna a dialogare direttamente con l’uomo. La vicenda riprende le suggestioni dell’originale shakespeariano: una tempesta travolge un gruppo di nobili in viaggio e li conduce su un’isola fuori dalle regole consuete, dominata dalla figura di Prospero. Qui i protagonisti sono costretti a confrontarsi con colpe e contraddizioni, in un percorso che intreccia magia, memoria e possibilità di cambiamento. La narrazione assume così una struttura circolare, che dal teatro si sposta alla natura per poi ritornare al luogo originario dell’arte, evocando un’idea di rigenerazione.

Per Monti si è trattato di «un’esperienza decisiva, arrivata subito dopo la formazione, un debutto cinematografico segnato da condizioni eccezionali, che mi hanno permesso di immergermi nella purezza del personaggio, in un’isola insolitamente deserta e quasi sospesa nel tempo». Proprio questo contatto diretto con la natura ha favorito un’interpretazione «intima, fondata sullo stupore e su uno sguardo capace di immaginare un futuro diverso».

Annoni, che aveva già affrontato l’opera in teatro, sottolinea la natura «non convenzionale del progetto: un’opera che rifiuta il naturalismo tradizionale e sperimenta un linguaggio a metà strada tra scena e schermo, dove la parola poetica resta centrale e la presenza dell’ambiente diventa parte integrante della narrazione. Le riprese sull’isola, spesso condizionate dagli elementi, hanno reso ancora più evidente il confronto diretto tra attori e natura, trasformando le difficoltà in materia espressiva».

E una colonna sonora lariana

A completare il film, una colonna sonora nata sulle rive del Lario grazie a un musicista di lungo corso come Franco Paravicini (con i Dissòi Lògoi aveva già scritto il commento sonoro per un cult come “Io sto con la sposa”), con la partecipazione di Clara Zucchetti. “La tempesta” si presenta così come un’opera che guarda al presente attraverso il filtro del classico, interrogando il rapporto tra uomo e ambiente e suggerendo, nella figura di Miranda, la possibilità di una rinascita. Non poteva mancare Como nelle presentazioni: il 21 maggio il film arriverà al Cinema Astra.

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