Le grandi donne in una nuova luce
Storie Da Marie Curie a Wislawa Szymborska, Alice Milani racconta il lato più umano delle protagoniste del ’900. La fumettista è nella giuria di un concorso comasco per studenti
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Una fotografia ferma un istante preciso della vita di una persona, ma non può raccontare tutto cio che accade fuori dall’inquadratura: lo scorrere della vita quotidiana, fatto di pensieri, paure, brividi d’intuizione, chiacchierate al tavolino di un bar. Quando si tratta di personaggi storici, poi, il rischio di dimenticare la persona dietro al personaggio è ancora più grande.
Ma non automatico: interrogata dalle foto in bianco e nero delle grandi donne del ’900, Alice Milani, fumettista pisana - nella giuria del concorso “Words matter: fumetti contro gli stereotipi” bandito dall’ITIS Magistri Cumacini (e dal Lorenzo Rota di Calolziocorte in contemporanea) in collaborazione con la Camera di Commercio di Como Lecco - Comitato Imprenditoria Femminile - ha preso in mano la matita.
E così, Marie Curie, come Anna Kuliscioff, Wislawa Szymborska e Sofia Kovalevskaja sono diventate protagoniste delle loro graphic novel: biografie a fumetti che si snodano nelle griglie di una decina di tavole, e restituiscono tridimensionalità alle donne che le abitano. Sono pensierose, hanno colpi d’intuizione, ma anche momenti di dubbio. Camminano per strada, bruciano il caffè nella moka, si impolverano le dita con il gessetto bianco e, a volte, partoriscono. Insomma, vivono.
Nel laboratorio della fumettista
«La cosa bella del fumetto - racconta Milani - è che permette di conciliare immagine e narrazione. Non ho scelto subito di inserirmi nel filone delle donne storiche: quando ero ragazzina ero molto meno cosciente di queste cose. Ora, più racconto storie di donne, più mi propongono di fare biografie a fumetti di personaggi femminili. È una nicchia molto interessante, e sono contenta di questa etichetta di “fumetti femministi” che mi è stata messa addosso». Nel suo laboratorio toscano, Milani ha un grande tavolo in legno, con cassettini e scomparti, che si scorgono a malapena tra fogli di carta e tutta l’attrezzatura artistica.
«Prima di disegnare, c’è un lavoro di ricerca. Per documentarmi sul personaggio, leggo anche i suoi lavori scientifici. Nel caso di Sofia Kovalevskaja, che ha sviluppato il teorema di Cauchy senza vedere il suo lavoro debitamente riconosciuto, mi sono rivolta a un matematico, Roberto Natalini, che lavora per la rivista Comics&Science». L’obiettivo poi, nella fase dello storyboard, è quello di «semplificare il più possibile per non perdere attenzione lettori meno specialistici». Ma lo sforzo di chi disegna è anche quello di lasciare che il lettore si immedesimi. In “Sofia Kovalevskaja – Vita e rivoluzioni di una matematica geniale”, pubblicato nel 2023 da Coconino Press, compaiono un fornello moderno, delle tazzine da caffè anni ’70, e chi parla lo fa con un linguaggio moderno: «È una scena che funziona, anche se con elementi anacronistici. Posso farlo perché sono una fumettista, e non una storica». In un’altra biografia, compare persino una rivisitazione parigina del logo “I Love New York” ideato dal designer americano Milton Glaser.
Ora sul tavolo di Milani c’è Lise Meitner, fisica austriaca, che ha permesso di spiegare la fissione nucleare: «Inizio buttando giù scaletta e dialoghi, poi disegno le tavole, in maniera grossolana, con parecchie cancellature: mi basta che si capisca cosa sta succedendo e dove va a parare la storia. Dopo, le condivido con l’editore, e procedo con l’elaborato finale a colori. Qui uso una tecnica abbastanza mista, principalmente acquerello e tempera, a volte acrilici. Devono rendere bene anche quando le tavole vengono scansionate».
A quel punto, appartengono all’oggi. O forse no: «Quando studi un personaggio del passato - conclude Milani - c’è sempre un rimando all’attualità. Parli di Marie Curie, vissuta nell’Ottocento, ma è come se parlassi alle scienziate di oggi».
L’artista e le opere
Madre fisica e padre matematico, Alice Milani è nata a Pisa nel 1986. Il disegno? Un talento «sviluppato con grande costanza lungo tutta la mia vita: liceo artistico a Lucca, accademia di belle arti, studi in pittura e grafica d’arte. Quando si intraprende una carriera in questo ambito - racconta - puoi fare tante cose o il nulla, devi trovare il modo di applicare tuo talento per qualcosa che sia utile e spendibile».
Nel 2009, Alice Milani ha iniziato a farlo nel collettivo La Trama. Ha pubblicato “Wisława Szymborska, si dà il caso che io sia qui” (2015) e “Marie Curie” (2017) con BeccoGiallo, per cui ora è direttrice della collana “Rami”.
Nipote di don Lorenzo Milani, ha dedicato una graphic novel anche a lui: “Università e pecore - Vita di don Lorenzo Milani” pubblicato nel 2019 con Feltrinelli Comics. L’anno scorso, invece, ha disegnato un racconto di finzione, “Nel Paese Degli Inuit”, ispirato dal libro “Never in Anger: Portrait of an Eskimo Family” di Jean Briggs. Si tratta di una storia sì inventata, ma non del tutto: le due protagoniste, mamma e figlia, sono in realtà una trasposizione fumettistica di Alice Milani stessa e della sua bambina. In corso d’opera è invece il fumetto dedicato a Lise Meitner, fisica austriaca vissuta a cavallo del ’900, allieva di Max Plank.
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