Tutte le sfumature della musica classica. Quattro concerti nella basilica romanica

Rassegne. A Sant’Abbondio il “Como contemporary festival” diretto da Umberto Pedraglio. Il coro da Camera Hebel e solisti di diversa estrazione si esibiranno a partire dal 17 settembre

Lettura 1 min.

Quattro concerti, quattro differenti prospettive sul repertorio e sull’interpretazione musicale. È la proposta del “Como contemporary festival 2026”, rassegna ideata e organizzata dall’associazione culturale Polifonie, con la direzione artistica di Umberto Pedraglio, che dal 17 settembre all’8 ottobre porterà nella basilica di Sant’Abbondio alcuni protagonisti della scena musicale italiana e internazionale.

Il festival nasce con l’intento di mettere in dialogo epoche, linguaggi e generazioni, affidandosi sia a interpreti affermati sia a giovani musicisti già proiettati sulla scena internazionale. Un percorso che dal repertorio barocco arriva alla musica contemporanea, passando per la tradizione strumentale e quella corale.

Il programma

Ad aprire la rassegna, giovedì 17 settembre, sarà la chitarrista Carlotta Dalia, protagonista de “La voce della chitarra”. Ha costruito in pochi anni una carriera internazionale, ottenendo numerosi primi premi in concorsi nazionali e internazionali e suonando in Europa, Asia, America e in prestigiose istituzioni italiane. Il suo programma attraversa la letteratura per chitarra da Bach alla tradizione spagnola e italiana, con musiche di Tárrega, Albéniz, Turina, Castelnuovo-Tedesco e Giuliani.

Il secondo appuntamento, il 24 settembre, sarà dedicato alle “Voci di luce” e vedrà protagonista il Coro da Camera Hebel, formazione femminile composta da trenta giovani cantanti, diretta da Diego Ceruti con pagine di Fauré, Leonarda, Strata, Orbán, Cadario e Kocsár, in un itinerario che unisce repertorio storico e composizioni del Novecento e della contemporaneità.

Si torna alla dimensione strumentale il 1° ottobre con “Il suono del futuro”, affidato al giovane violinista armeno Sergei Mkrtichian. Il programma accosta Bach, Mansurian e Paganini, con l’inserimento di una composizione dello stesso Pedraglio: un confronto fra la grande tradizione violinistica, il virtuosismo e la ricerca contemporanea.

A chiudere il festival, l’8 ottobre, sarà Enrico Bronzi, tra i violoncellisti italiani più autorevoli sulla scena internazionale. Solista, camerista, direttore e docente, è membro fondatore del Trio di Parma e ha suonato in sale prestigiose come Carnegie Hall e Lincoln Center di New York, Philharmonie di Berlino, Konzerthaus di Vienna e Wigmore Hall di Londra. Per “Il respiro del violoncello” accosterà ancora Bach a Fontanelli e Ligeti, mettendo a confronto tre momenti lontani ma accomunati dalla centralità dello strumento. La scelta di Sant’Abbondio, uno dei più significativi monumenti romanici della città, non è soltanto logistica: il luogo diventa parte integrante dell’esperienza d’ascolto, valorizzando la dimensione dal vivo del concerto e il rapporto diretto fra interpreti e pubblico perché «La musica dal vivo – afferma Pedraglio – conserva una forza che nessuna registrazione può sostituire: il suono nasce in quel momento e in quel luogo».

Il festival è inserito nel programma #musicom del Comune di Como, tutti gli appuntamenti, in programma alle 20.30, sono a ingresso libero.

© RIPRODUZIONE RISERVATA