Maceroni si è inventato un lavoro: è la rockstar dello sport

L’intervista Il chitarrista comasco ha suonato a Milano-Cortina, dopo essersi esibito nelle più importanti manifestazioni. Dalla MotoGp al Giro d’Italia, dal Tour de France al Mondiale di cross, fino alla Supercoppa di basket

E’ la rockstar dello sport. Giulio Maceroni, 31 anni, di San Fermo, si è letteralmente inventato questo ruolo: la passione per la musica, l’estrosità nel suonare la chitarra elettrica, abbinata ai grandi eventi sportivi mondiali. Un’idea che ha avuto sin da ragazzo, e che lo ha portato a esibirsi nei contesti più prestigiosi. L’ultima volta in ordine di tempo, alle Olimpiadi Milano-Cortina, dove ha aperto e chiuso le gare di ski jumping. E prima c’erano stati, dal 2021, la MotoGp (due volte l’inno in griglia di partenza in mondovisione), il Giro d’Italia, il Tour de France, il Mondiale di Motocross, la finale di Supercoppa di basket, il rally di Roma, la Coppa del Mondo di sci. Basta? No, perché nel frattempo si è infilato nelle sigle di Sky, ha collaborato con Meta per le musiche del videogioco Wsbk, ha prodotto le musiche per gli spot di Ktm e Yamaha, ed è diventato famoso per saper riprodurre fedelmente con la chitarra i rumori delle motoGp, performance su Sky in occasione di una diretta da gp. Era l’ora di mettere insieme tutto questo e di andarlo a trovare.

Giulio, ma come ti è venuto in mente?

Sui banchi si scuola. Tra la quarta e la quinta ragioneria sono andato a Boston alla Berklee College Music e sono stato tra i selezionati in quella grande scuola di musica. Nel frattempo mi sono inventato di mia spontanea volontà una musica da mandare a Ktm per uno spot. Presa. La svolta. poi mi sono diplomato i chitarra moderna alla Nam di Milano.

Ma perché questa fissazione con lo sport?

In realtà la fissazione era con i motori, trasmessa anche dalla mia famiglia. Il cross, precisamente. Avevo la moto da fuori strada, le ruote tassellate, la polvere sono il mio terreno. Volevo abbinare le due cose.

E così...

E così, dopo aver fondata la scuola musicale Tilt (Tieni il tempo) ho avviato un progetto sociale di mototerapia per disabili, e ho “disegnato uno spettacolo” a tema.

Tipo?

Un concerto dove si fondevano i ritmi rock e il rumore delle moto da cross che saltavano alle mie spalle. Il format, che ho messo in scena a Villa Erba nel 2015, poi sono riuscito a farlo anche in America. Figurarsi, lì ne andavano matti, Poi il Covid ha chiuso tutto, e anche il progetto di farne uno spettacolo a Milano a Regione Lombardia.

La chiusura però ti ha fatto pensare.

Sì, ho lavorato alla mia vecchia idea. Ho cominciato a frequentare il paddock della Superbike, dove tenevo i concerti la sera prima delle premiazioni, con una chitarra a forma di casco. Ma il top è stata la MotoGp.

L’inno sulla griglia di partenza a Misano, due volte,

Sì, nel 2022 e nel 2023. Di tutte le cose che ho fatto, quella più emozionante. Il primo anno chitarra e archi, e con me c’era quel fenomeno del figlio del regista Paolo Lipari, al violino. Il secondo anno sulla griglia solo chitarra e voce.

Aneddoti?

Ero in trance. Talmente in trance che a un certo punto ho chiesto a una mia collega “che tempo fa?” per distrarmi, e lei che mi guardava come se fossi un matto. Pensavo di svenire. C’era un silenzio irreale. Il cielo sembrava pesare tonnellate.

Il Giro d’Italia.

Esperienza fantastica. Perché ho seguito tante tappe, con la carovana. Viaggiavo sul camion rosa della organizzazione, e ho toccato con mano la passione, la folla che salutava al nostro passaggio. Poi la sera mi esibivo, ma il massimo è stato a Trento quando ho suonato a due passi da Pogacar, sulla linea di partenza di una tappa. Pensate che io vado anche in bici, faccio down hill, adrenalina pura. La sera sono venuti alcuni ciclisti da me a chiedermi, Tiberi è un grande appassionato di rock.

Il Mondiale di cross.

Beh, lì mi sentivo a casa. Se la MotoGp era come suonare in un teatro, al Mondiale di cross sembrava di stare a Woodstock, il pubblico più rock che ho visto. Tutti nel fango, birra in mano, esaltati come pazzi. Bello.

Le Olimpiadi sono state il massimo?

Beh, le Olimpiadi sono le Olimpiadi. Come la MotoGp nulla, ma le Olimpiadi sono tanta roba. Ho suonato in fondo alla pista, e il bello (o il brutto) è che in tv sembrava nevicasse, ma in realtà era pioggia, pioveva di brutto. Ero completamente lavato. Alla fine della prima esibizione mi hanno dato un camerino, ma io ho rinunciato. Cosa faccio, mi perdo la gara? E sono stato lì, bagnato come un pulcino.

Il sogno?

Beh, sarebbe bella la Formula 1.

E l’imitazione delle moto?

Quello mi ha dato una popolarità mediatica, perché l’hanno mandata durante una diretta e poi perché è diventata un gioco: imitavo i cambi marcia di un circuito e i piloti bendati dovevano indovinare che pista era. Divertente.

Sei andato a Livigno costruendoti una sala di registrazione igloo componendo dentro una tenda. e poi hai suonato Cervinia a 3500 metri.

E’ stata una esperienza incredibile, suonare in quel contesto . E poi amo la montagna e la libertà che trasmette . Figo.

Progetti futuri?

Sto portandone avanti uno con il liceo Giovio, porto gli studenti in Yamaha a sviluppare un pacchetto fatto di musica e comunicazione. Molto interessante.

E poi?

Poi ci sarà ancora qualche sorpresa. Nello sport, come sempre.

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