Mannoia a La Provincia: «De André e Fossati mi hannocambiatola vita»
Eventi La cantautrice aprirà oggi il festival Lake sound park all’ex galoppatoio di Cernobbio
Lettura 2 min.Dopo lo straordinario debutto all’Arena del Mare del Porto Antico di Genova, prosegue il tour “Fiorella canta Fabrizio e Ivano – Anime Salve”, il progetto live con cui Fiorella Mannoia dà voce ai brani più celebri e amati di Ivano Fossati e Fabrizio De André.
Oggi alle 21 all’ex galoppatoio di Villa Erba a Cernobbio l’artista aprirà l’edizione 2026 di Lake Sound Park, il festival organizzato da MyNina in collaborazione con Shining Production, in partnership con Villa Erba e con il contributo del Comune di Cernobbio.
In scaletta alcuni dei momenti più indimenticabili di “Anime Salve”, successi già intrecciati al repertorio di Fiorella e nuove interpretazioni di altri capolavori. A raccontare il progetto è la cantante, che avrà con lei sul palco Carlo Di Francesco (direttore artistico e arrangiatore), Max Rosati (chitarre), Pierpaolo Ranieri (Basso), Diego Corradin (Batteria), Sebastiano Burgio (pianoforte), Carmelo Maria Colajanni (sax e flauti), Teresa Corrado (organetto, percussioni), Denise Di Maria (charango, percussioni), Fabrizio De Melis (primo violino) e gli archi dell’orchestra Saverio Mercadante di Altamura.
Come è nata l’idea di unire in un unico, speciale progetto live i repertori di due giganti come De André e Fossati e cosa rappresenta per lei portare questa sinergia sul palco?
I trent’anni di “Anime Salve” sono stati il pretesto per rendere omaggio a due artisti che hanno segnato profondamente la mia vita, artistica e personale. Rientrare in un mondo che ho cantato a lungo è stato naturale, è stato come navigare in un mare conosciuto. Poi Fabrizio e Ivano sono stati una folgorazione. Ricordo ancora la prima volta che ho ascoltato l’album di Fabrizio: quelle parole, pesanti come macigni, affrontavano temi che non avevo mai toccato– la guerra, i drogati, le prostitute – e lo facevano con una voce priva di giudizio e mi ha colpito. Ivano è arrivato dopo: con lui ho condiviso tanto, abbiamo lavorato insieme, e per me è diventato famiglia.
Il tour celebra i trent’anni di “Anime Salve”, album capolavoro del 1996. Qual è il suo legame con il disco?
Questo album è un capolavoro irripetibile: due mondi che si sono fusi senza confondersi, perché in ogni brano si riconosce con chiarezza la mano dell’uno e dell’altro. Il mare agitato delle parole di Fabrizio ha incontrato il mare calmo della musica di Ivano, e da quell’incontro è nato un disco che meriterebbe di essere riscoperto ancora e ancora.
In che modo, secondo lei, le canzoni riescono a parlare ancora così vividamente al pubblico di oggi?
Ogni volta che canto quelle canzoni, assumono sfumature diverse: le parole continuano a rivelare qualcosa di nuovo. E poi “Anime Salve” è sorprendentemente attuale: i temi che affronta oggi risuonano persino più forti di quando furono scritti. Ascoltare quelle parole in questo momento storico fa quasi impressione, sono rivoluzionarie.
Sia De André che Fossati hanno segnato il suo percorso umano e musicale. C’è un insegnamento o un momento legato a loro che porta nel cuore e che guiderà la sua interpretazione durante questo concerto?
Ho tanti ricordi con loro: dai Sanremo visti insieme ad altri momenti fianco a fianco. È difficile sceglierne uno solo. Ma ricordo con assoluta nitidezza quando ho sentito il bisogno – perché era un’esigenza – di dire a Fabrizio che mi aveva cambiato la vita. Eravamo a un concerto di Ivano. Mi sono avvicinata e gliel’ho detto. Per fortuna era buio e non si è accorto della mia emozione.
Cernobbio e la cornice del suo live faranno da sfondo a una scaletta che si preannuncia di grandissima intensità. Quali emozioni spera di trasmettere al pubblico e cosa dobbiamo aspettarci da questa veste raffinata in cui interpreterà brani così iconici?
Mi auguro che questo disco venga davvero riscoperto e che chi ancora non lo conosce senta la curiosità e il desiderio di ascoltarlo, perché merita — esattamente come meritano attenzione tutti i loro brani. Se, nel mio piccolo, riesco a veicolare i diversi temi che vengono toccati, a scuotere le coscienze e stimolare un pensiero, mi sento di aver fatto il mio lavoro.
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