Coda fuori dall’Astra per la prima di Naza: «Molti sono rimasti fuori, prima volta che ci capita»
Como Aggiunte altre due proiezioni giovedì per far fronte alla grande richiesta. Il documentario israeliano si può vedere in questi giorni anche al Gloria e al Cinelandia
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Sono almeno una ventina le persone che lunedì sera non sono riuscite a prendere posto sulle poltroncine rosse del cinema Astra per la prima proiezione di Naza, il discusso documentario che descrive, tramite la voce di soldati israeliani (anonimi), il sistema con cui sono stati uccisi in tre anni decine di migliaia di civili palestinesi nella Striscia di Gaza, dopo il 7 ottobre 2023.
Più di 320 gli spettatori interessati
«La coda fuori non è una novità, ma non ci era mai successo di non avere posto per così tante persone, soprattutto durante il cineforum che è frequentato perlopiù da persone abbonate» spiega Nicola Curtoni, coordinatore della sala. Un interesse tale da riempire completamente la sala dell’Astra non è del tutto nuovo, era accaduto per esempio nel caso di un altro documentario sui crimini commessi da Israele nella Striscia di Gaza, “La voce di Hind Rajab”, a ottobre dell’anno scorso, quando però si era riuscito a garantire un posto a tutti i presenti.
Sono 320 i posti del cinema Astra, ma le persone si sono presentate in numero superiore lunedì sera. Lo hanno fatto probabilmente sia per la curiosità suscitata dal documentario, di cui si è molto parlato dal Festival del Cinema di Venezia (dove ha vinto il Premio della Giuria) in poi, sia perché al termine di questa proiezione era previsto un dibattito con Angelo Rusconi che ha lavorato nella Striscia di Gaza la scorsa primavera per Medici Senza Frontiere e con Davide Capone di Bottega Piano Terra di Menaggio e Associazione In Viaggio.
Disponibile in tre cinema in città e da novembre sul sito del Guardian
Una partecipazione tale da convincere il cinema ad aumentare il numero delle proiezioni: oltre a quelle già previste di ieri e oggi alle 18.15, sarà possibile vederlo anche domani alle 15.30 e alle 21.Il documentario è disponibile in questi giorni anche allo Spazio Gloria e al Cinelandia.
Il documentario è stato molto discusso anche perché dopo la sua uscita il governo israeliano ha dichiarato di voler considerare la revoca della cittadinanza dei due registi che lo hanno realizzato, entrambi israeliani, Yuval Abraham e Rachel Szor. Il docu-film, che non è stato proiettato nei cinema israeliani, verrà reso pubblico gratuitamente da novembre sul sito del quotidiano britannico Guardian, che lo ha prodotto. Diversi i temi toccati dal film: si parla del controllo esercitato da Israele, tramite l’esercito e strumenti tecnologici di avanguardia (compresi sistemi sofisticati di intelligenza artificiale), sulla Striscia di Gaza e tracciando chiunque lì viva. Naza, la parola del titolo, è un’espressione utilizzata all’interno dell’esercito israeliano: deriva dalle parole ebraiche nezek agavi, che significano “danno collaterale”. I Naza quindi sono i palestinesi civili che rimangono uccisi durante attacchi compiuti dall’esercito israeliano per eliminare un membro di Hamas.
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