Odissee, gli adattamenti del capolavoro
Cinema e tv Dalla prima versione del 1911 che portava la firma di Bertolini, De Liguoro e Padovan fino al presente. Il poema omerico che giovedì torna nelle sale con il film di Nolan ha conosciuto tante metamorfosi e interpretazioni
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Dai peplum agli sceneggiati televisivi fino al recente ritorno d’interesse. L’uscita dell’attesissimo e chiacchieratissimo “Odissea” di Christopher Nolan porta ad andare indietro a ripercorrere un rapporto tra il poema omerico e l’audiovisivo che inizia in epoca pionieristica.
Sui luoghi del mito
È del 1911 la prima versione per lo schermo di cui abbiamo notizia, il mediometraggio diretto da Francesco Bertolini, Giuseppe De Liguoro e Adolfo Padovan, che lo produssero per la Milano Films sulla scia del loro recente successo con “L’Inferno” da Dante, che comprendeva anche alcune scene girate sulla Grigna. L’eclettico Giuseppe De Liguoro era protagonista nei panni di Ulisse ed entrambe le opere sono state restaurate nel 2006. Curiosamente dello stesso 1911 è l’adattamento de “L’Iliade”, il già ambizioso “La caduta di Troia” a opera di altri grandi protagonisti del cinema italiano prebellico come Giovanni Pastrone (che diventerà celebre con il kolossal “Cabiria”) e Luigi Romano Borgnetto. Il cinema, grazie alla tecnica che forniva la possibilità di pellicole sempre più lunghe, cominciava a pensare in grande e alimentarsi dalla letteratura.
Tra i capolavori di Omero sarà il viaggio di Odisseo, così carico di suggestioni e metafore, ad avere più fortuna tra i cineasti e un’influenza trasversale profonda, da “Ulysses” di James Joyce a “2001 - Odissea nello spazio” di Stanley Kubrick.
Per gli adattamenti classici, più o meno fedeli, bisogna attendere gli anni ‘50, quando torna di moda la cartapesta. È l’epoca degli eroi e della Hollywood sul Tevere, ovvero le grandi produzioni americane con tanti nomi celebri girate a Roma.
Una delle prime pellicole del filone è “Ulisse” (1954), dalla storia produttiva travagliata e che resta tutt’oggi uno dei film italiani più visti in sala. Alla sceneggiatura misero mano in tanti, compreso Ben Hecht (due volte premio Oscar e collaboratore di Alfred Hitchcock, Howard Hawks e Otto Preminger), e la regia fu assegnata all’esperto Mario Camerini che diresse un cast d’eccezione a partire da Kirk Douglas, Silvana Mangano (nella doppia veste di Penelope e Circe), Anthony Queen e Rossana Podestà. Camerini, a suo agio nell’avventura, nella commedia e nel melodramma, era stato protagonista dell’epoca dei telefoni bianchi negli anni ‘30, dirigendo più volte anche Vittorio De Sica, e firmando “I promessi sposi” del 1941 con Gino Cervi.
“Ulisse” fu una ricostruzione imponente, filmata in esterni, come recita la didascalia iniziale, sui luoghi del mito, una trasposizione divenuta classica, abbastanza fedele nonostante le necessarie libertà, contiene l’epica senza l’enfasi.
Un’epica popolare
Terminate le riprese, la nave di Ulisse costruita appositamente nei cantieri di Anzio, fu rocambolescamente trasportata al lago di Garda e fu utilizzata per tanti B movie di avventure marinare della Bertolazzi Film, finché fu distrutta da una tempesta.
Altra pietra miliare è lo sceneggiato Rai “Odissea” (1968) di Franco Rossi, andato in onda preceduto dalle letture di Giuseppe Ungaretti e replicato più volte. Epica popolare capace di conciliare l’intrattenimento e la tradizione, rimasto nell’immaginario degli spettatori italiani che con la storia omerica hanno una relazione stretta, con un sapore letterario affidato alla voce narrante. L’affascinante protagonista era interpretato dallo jugoslavo Bekim Fehmiu, mentre Irene Papas, la bellezza greca per antonomasia, è Penelope e sarà curiosamente Elena ne “Le troiane” del 1971 di Michael Cacoyannis.
Molto diverso è “Nostos – Il ritorno” di Franco Piavoli del 1989: il regista de “Il pianeta azzurro” ha un occhio documentaristico pure nella finzione e approccia la vicenda in maniera personale e forse ostica per lo spettatore. Da menzionare la serie “Odissea di Omero” (1997) di Andrei Konchalovskj, mentre l’ultimo filmone da Omero è il deludente “Troy” di Wolfgang Petersen con Brad Pitt come Achille.
L’Odissea è tornata attuale negli ultimi anni con l’originalissimo “Cercando Itaca” di Sergio Basso e soprattutto il bel “The Return” dell’italo-britannico Uberto Pasolini con Ralph Fiennes, rilettura umanista e pacifista che ruota attorno alla celebre scena dell’arco
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