Riapertura sold out al teatro Nuovo. Parole e canzoni che commuovono

Recensioni Un concerto-racconto toccante con Sarah Lee Guthrie, la scrittrice Alae Al Said e alcuni trapiantati

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Occhi umidi sul palco e tra il pubblico durante il concerto, ma anche reading, “Questa terra è la mia terra, il mio cuore è il tuo cuore”, con cui domenica sera ha riaperto il Teatro Nuovo di Rebbio dopo 462 giorni. Nel frattempo, grazie anche a generose raccolte fondi, sono stati eseguiti lavori di adeguamento per 250 mila euro, come ha accennato all’inizio don Giusto Della Valle, lasciando subito il palco alla musica e alle testimonianze di chi è stato salvato da un trapianto e di genitori i cui figli ora vivono in altre persone, grazie agli organi da loro donati. La serata, infatti, è stata organizzata per sostenere Aido Cantù.

Il Teatro Nuovo era pieno, non solo per solidarietà, ma soprattutto per la qualità degli artisti in scena: Sarah Lee Guthrie, cantautrice americana che ha ereditato passione e talento da nonno Woody e papà Arlo, insieme al “cittadino del mondo” Radoslav Lorkovic, ai Borderlobo di Alex Kid Gariazzo, Michele Guaglio, Andrea Parodi Zabala (principale organizzatore dell’evento) e Riccardo Maccabruni. Applauditissimo anche il monologo della scrittrice di origine palestinese Alae Al Said.

Tra le perle che Sarah Lee ha regalato al pubblico, introdotte da aneddoti preziosi: “Go Waggalloo”, da lei musicata partendo da uno dei 3mila testi contenuti nell’archivio di Woody; “The city of New Orleans”, con cui ha sentito chiudere per anni i concerti al padre, da bebè adagiata nella custodia della chitarra e poi di fianco a lui sul palco; la sua traduzione di “Geordie” di De André; versioni strepitose dei capolavori del nonno “Deportee” (a proposito di migranti, che ancora spesso muoiono anonimi in tragici incidenti come quelli della canzone, ha detto: «spero che molti nel mondo seguano l’esempio che ho visto qui») e “This land is your land” (con testo originale: non quello edulcorato dei libri di scuola). Bis con “My peace”, testo scritto da Woody prima di morire a 54 anni, quando faticava a tenere la penna in mano, e musicato da Arlo: «La mia pace è tutto ciò che ho da darti / Do la mia pace al verde, al nero, al rosso, al bianco e al blu».

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